Cosa sono le Life Skills e come possono aiutare a sviluppare benessere psicologico

Forse anche a voi negli ultimi anni è capitato di sentir parlare di psicologia positiva o di psicologia del benessere senza, tuttavia, riuscire a capire in pieno di cosa si trattasse. Nelle ultime due decadi, infatti, si è sviluppata una nuova branca della psicologia che ha consentito lo studio di processi psicologici considerati “positivi” ovvero che forniscono benessere all’individuo.

Fino a quel momento, la psicologia era conosciuta come disciplina che studia ciò che non va nelle persone, il loro cosiddetto “funzionamento patologico”, piuttosto che ciò che le rende vive e in grado di funzionare in maniera ottimale. In questa nuova prospettiva, la psicologia positiva o psicologia del benessere ha il compito di promuovere lo studio di tutti quei processi psicologici in grado di favorire il benessere, focalizzandosi sulle potenzialità dell’individuo.

Spesso accade che il costrutto di benessere venga confuso con quello di salute. Questo può accadere proprio perché anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito la salute stessa come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” e non solo come assenza di malattia e infermità.

Il benessere è un costrutto, dunque, altamente legato alla salute che però si differenzia da essa in quanto si riferisce ad uno stato di equilibrio tra diversi aspetti della vita di una persona, ovvero tra la persona e l’ambiente in cui vive, tra la persona e gli altri individui (ambiente sociale) e tra la persona e le proprie risorse e i propri limiti. Il benessere psicologico è una condizione dinamica e mutevole, e questo viene facile pensarlo in quanto dipende da fattori relazionali e ambientali che sono per natura dinamici.

Per chiarire ulteriormente il concetto di benessere, complesso e articolato, occorre compiere una distinzione fondamentale tra benessere oggettivo e benessere soggettivo.

Con benessere oggettivo si fa riferimento alla qualità della vita in generale, rilevabile da indicatori prettamente oggettivi come ad esempio le condizioni di vita derivanti dallo status sociale, dal reddito, dalla qualità e grandezza dell’abitazione.

Il benessere soggettivo si riferisce, invece, alla qualità della vita relazionata ad alcuni fattori soggettivi, con i quali si intende la modalità con cui ciascun individuo interpreta gli eventi sulla base delle proprie caratteristiche individuali e del proprio stile di interazione con gli altri e con l’ambiente.

Torniamo ora al discorso secondo cui il benessere è talvolta inteso in termini di salute. Negli ultimi anni si è sviluppata una rappresentazione generale e multidimensionale di salute, che tende ad essere intesa come benessere complessivo e generalizzato dell’individuo. Infatti, si è assistito ad un aumento di interesse verso alcune risorse personali e verso alcuni comportamenti positivi che consentono alle persone di raggiungere uno stato di completo benessere psicologico. Tra queste risorse personali possiamo trovare le life skills.

Molti di voi avranno sentito parlare di life skills in diversi contesti di vita, a scuola, al lavoro, in famiglia o nella socialità in generale. Negli ultimi anni, infatti, si è attribuita sempre più importanza a queste “abilità di vita” in quanto sono competenze psicologiche che ci consentono di affrontare efficacemente le esigenze e i cambiamenti della vita quotidiana.

Le life skills sono 10 abilità attraverso le quali gli individui mantengono una condizione di benessere psicologico, mettendo in atto comportamenti positivi sia nell’interazione con gli altri sia nell’interazione con l’ambiente in cui si vive.

Possiamo suddividere queste abilità in due macrocategorie: la categoria delle life skills cognitive e la categoria delle life skills emotivo-relazionali.

All’interno della prima categoria, rientrano:

  • pensiero critico: è l’abilità ad analizzare le informazioni e le esperienze in maniera obiettiva. Può contribuire alla promozione del benessere, aiutando a riconoscere e valutare i fattori che influenzano gli atteggiamenti e i comportamenti.
  • problem solving (capacità di risolvere i problemi): è la capacità che ci consente di affrontare i problemi della vita in modo costruttivo. I problemi significativi che vengono lasciati irrisolti, possono infatti causare stress mentale e produrre tensioni fisiche.
  • decision making (capacità di prendere decisioni): è la competenza che aiuta ad affrontare in maniera costruttiva le decisioni nei vari momenti della vita. La capacità di elaborare attivamente il processo decisionale, valutando le differenti opzioni e le conseguenze delle scelte possibili, può avere effetti positivi sul piano della salute intesa nella sua accezione più ampia.
  • pensiero creativo: agisce in modo sinergico in relazione alle due competenze sopracitate, rendendo la persona in grado di esplorare le alternative possibili e le conseguenze che derivano dall’agire o meno in un determinato modo. Il pensiero creativo aiuta, inoltre, a guardare oltre le esperienze dirette e aiuta a rispondere in maniera adattiva e flessibile alle situazioni della vita quotidiana.
  • comunicazione efficace: si riferisce alla capacità di sapersi esprimere, sia sul piano verbale che non verbale, con modalità appropriate rispetto alla cultura e alle situazioni. Questo significa essere capaci di manifestare opinioni e desideri, ma anche bisogni e paure. Può voler dire inoltre esser capaci, in caso di necessità, di chiedere consiglio e aiuto.

All’interno delle competenze emotivo-relazionali, troviamo invece:

  • capacità di relazioni interpersonali: aiuta a mettersi in relazione e interagire con gli altri in maniera positiva, riuscendo a creare e mantenere relazioni interpersonali che possono avere forte rilievo sul benessere psicologico e sociale. Tale capacità può esprimersi, ad esempio, sul piano delle relazioni con i membri della propria famiglia, favorendo il mantenimento di un’importante fonte di sostegno sociale. Può inoltre voler significare essere capaci di porre fine alle relazioni in maniera costruttiva.
  • autoconsapevolezza: riconoscimento di sé, del proprio carattere, delle proprie forze e debolezze, dei propri desideri e delle proprie insofferenze. Può aiutare a riconoscere quando si é stressati o quando ci si sente sotto pressione. Si tratta di un prerequisito di base per la comunicazione efficace, per instaurare relazioni interpersonali e per sviluppare empatia nei confronti degli altri.
  • empatia: è la capacità di immaginare come possa essere la vita per un’altra persona anche in situazioni non familiari. Provare empatia può aiutare a capire e accettare i “diversi” in quanto può migliorare le interazioni sociali per esempio in situazioni di differenze culturali o etniche. La capacità empatica può inoltre essere di aiuto per offrire sostegno alle persone che hanno bisogno di cure e di assistenza.
  • gestione delle emozioni: implica il riconoscimento delle emozioni in noi stessi e negli altri, la consapevolezza di quanto le emozioni influenzino il comportamento e la capacità di rispondere alle medesime in maniera appropriata. Infatti, emozioni intense come la rabbia o il dolore, se non si è in grado di gestirle in modo positivo, possono avere effetti negativi sulla salute.
  • gestione dello stress: consiste nel riconoscere le fonti di stress nella vita quotidiana, nel comprendere come queste ci influenzano e nell’agire in maniera adattiva in modo da controllare i diversi livelli di stress. Questo può significare prendere iniziative per ridurre le sorgenti stesse dello stress, apportando per esempio cambiamenti nell’ambiente fisico o nello stile di vita. Può voler anche significare imparare a rilassarsi e far sì che le tensioni create da stress inevitabili non diano luogo a problemi di salute.

Passando in rassegna le caratteristiche delle life skills appena discusse, vi sarete accorti di quanto queste abilità siano utili e necessarie per sostenere e promuovere il benessere individuale e collettivo, rimandando all’idea della persona come attiva e non passiva, in grado di sfruttare le proprie risorse psicologiche per creare una condizione di vita in cui si possano realizzare a pieno le proprie potenzialità.

Viene quindi automatico pensare che se queste abilità fossero insegnate e/o potenziate negli individui, si potrebbe arrivare ad ottenere un aumento del benessere psicologico e sociale percepito. In questo momento storico nel quale stiamo affrontando cambiamenti rilevanti che causano riorganizzazione della nostra vita, può risultare utile riflettere su queste abilità e poterci lavorare al fine di potenziarle e renderle parte del nostro essere per aiutarci a non subire il cambiamento ma a fronteggiarlo in maniera positiva ed efficace.

In questo percorso di crescita che vogliamo iniziare insieme a voi, verranno affrontati ed approfonditi diversi aspetti della psicologia del benessere, spaziando dall’ambito lavorativo a quello scolastico, dall’ambito famigliare e di coppia a quello individuale, dall’ambito ambientale a quello più neuroscientifico, dall’alimentazione all’attualità e non solo. Inizialmente approfondiremo insieme alcuni costrutti basilari della psicologia generale e della psicologia del benessere al fine di comprendere con maggiore consapevolezza alcuni concetti e riflessioni più complesse e, quindi, di poter sviluppare un pensiero critico e consapevole circa il proprio essere e le relazioni con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.

Riferimenti:

Antonietti, A., & Confalonieri, E. (2015). Il ruolo delle life skills nella promozione del benessere. Ricerche di psicologia.

Antonietti, A., & Valenti, C. (2017). Life skills. Le abilità che aiutano ad affrontare il quotidiano. San Paolo Edizioni.

Sara Longhi
Sara Longhi

Dott.ssa Magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva

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