Il Decision Making

L’uomo deve scegliere. In questo sta la sua forza: il potere delle sue decisioni.”
(Paulo Coelho) 

Ogni giorno, dal momento della colazione fino al momento del sonno, ogni persona è costantemente chiamata a prendere delle decisioni. Si stima infatti che l’essere umano medio prenda ben 35.000 decisioni al giorno. 

Chiaramente non tutte queste decisioni hanno lo stesso peso e la stessa difficoltà. Molte di queste, come vestirsi, che strada percorrere la mattina, che film guardare (…) vengono infatti prese con il pilota automatico e non richiedono sforzi cognitivi rilevanti.  

Di contro, vi sono altre scelte che richiedono l’impiego di molte energie mentali per via della loro rilevanza. Scelte lavorative e relazionali, investimenti economici, scelte in campo di salute e molte altre ancora possono richiedere molto tempo ed energie per essere intraprese.  

In tutti questi casi viene utilizzata una fondamentale funzione cognitiva complessa, il Decision Making (DM), che rientra delle 10 life skills fondamentali per il Benessere. 

Il Decision Making si definisce come la formulazione di un giudizio in merito all’attuazione o meno di una azione” (Galimberti, 2018) o, in termini maggiormente tecnici “un processo complesso che comprende una serie di funzioni, tramite le quali agiscono meccanismi di controllo sia motivazionali che cognitivi in funzione dell’espressione di un risultato comportamentale, scelto tra una delle alternative disponibili” (Rogers, 2011). 

Si tratta dunque del risultato di un insieme di processi che valutano e soppesano una serie di alternative disponibili con la finalità di guidare il comportamento verso l’opzione considerata migliore. La principale differenza tra il DM e la life skill di Problem Solving sta proprio nel fatto che, in questo caso, la scelta viene sempre effettuata all’interno di una serie di opzioni disponibili in partenza. 

Come anticipato, la maggior parte delle decisioni quotidiane vengono prese facilmente e sfruttando il meccanismo dell’abitudine, tanto che potremmo non accorgerci di prenderle. Diversamente, affrontando situazioni nuove e complesse è richiesta la messa in gioco di numerose abilità cognitive, la cui azione vengono mediate dalle nostre emozioni e motivazioni. In poche parole, ogni decisione è la sintesi di un dialogo che avviene tra la razionalità e l’emotività. 

Già negli anni 70’ lo psicologo e premio Nobel Daniel Kahnemann aveva individuato questo doppio meccanismo alla base delle scelte umane, concludendo come nessuno dei due sistemi, analitico ed esperienziale, fosse superiore all’altro in termini assoluti, ma che entrambi potessero essere efficaci in determinate situazioni. 

La capacità di riconoscere il funzionamento di entrambi i sistemi è alla base della life skill del Decision Making. È possibile migliorare in questa abilità esercitandosi a riflettere sul proprio processo decisionale. 

Ad esempio, quando si prende una decisione ci si può prendere del tempo per chiedersi:  

  • Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna opzione? 
  • Ho tutte le informazioni per decidere? 
  • Quanto sono sicuro della scelta fatta? 
  • Come mi farà sentire l’opzione scelta? E le altre? 
  • C’è qualcuno che potrebbe aiutarmi a scegliere? 
  • Come si sentiranno le persone coinvolte in questa scelta? 

Le prime tre domande guida fanno riferimento ad elementi razionali della scelta, mentre le ultime tre si riferiscono ad aspetti emotivo/relazionali. Allenarsi a rispondere a queste domande, permette di mettere in atto un processo di Decision Making di buona qualità e di avere un buon grado di controllo sulle nostre scelte. 

L’importanza di integrare i due sistemi ci viene consigliata anche dallo storico greco Erodoto, il quale narrava di come antichi consiglieri dei re di Persia riflettevano due volte: una volta da ubriachi e una volta da sobri. Solo arrivando due volte alla stessa conclusione, tramite l’emotività e tramite la razionalità, erano sicuri di essere giunti a una buona decisione. 

Marco Fusar Poli
Marco Fusar Poli

Dr. Magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, riabilitazione e Tecnologie Positive

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