Il Potenziamento Cognitivo

Non ho mai avuto una buona memoria”, “Mi distraggo facilmente”, “non sai prendere decisioni!”, “non sei flessibile”, “non ho multitasking”. 

Queste sono alcune frasi (ma avremmo potuto continuare a lungo) che chiunque può aver sentito pronunciare o può aver riferito nei confronti di un parente, un amico o un collega. Spesso infatti si osserva la tendenza a descrivere una persona facendo riferimento al grado di efficienza delle sue funzioni cognitive

Ognuno di noi conosce almeno qualche smemorato, qualcuno con la testa tra le nuvole o, ancora, una persona con “una memoria di ferro”.  

Queste etichette rivelano probabilmente un fondo di verità, ma ad esse sottostà troppo spesso una credenza erronea molto diffusa secondo la quale le funzioni prodotte dal nostro cervello siano fisse e immodificabili, almeno fino al momento del loro tanto fisiologico quanto inesorabile declino che si accompagna all’invecchiamento. 

Ora, per quanto sia sicuramente vero che il nostro sviluppo intellettivo sia per la sua grande maggioranza determinato da un connubio di fattori genetici e fattori di stimolazione ambientale cui si va incontro nei primi 20/25 anni di vita, è altrettanto vero che vi sia un’ampia possibilità di potenziare la memoria, l’attenzione, la velocità di ragionamento, il problem solving e tutte le altre funzioni cognitive semplici e complesse.  

E per quanto sia ovviamente vero che una giovane mente risulti maggiormente elastica e permeabile a modificazioni rispetto ad una mente adulta, anche i meno giovani hanno la possibilità di migliorare. 

Come? tramite l’allenamento. 

Leggendo i contenuti proposti da noi di BeNexthere, vi imbatterete più volte in questo parallelismo: il cervello e la mente possono funzionare come i muscoli del nostro corpo. La loro efficienza tende infatti ad aumentare o diminuire in relazione a quanto vengono stimolati o, detto in modo “grezzo”, allenati. 

Allenare la mente significa mantenere in costante attività ogni singola funzione durante la nostra vita quotidiana, sforzandosi a fare affidamento il più possibile le nostre risorse mentali piuttosto che appoggiarsi a strumenti esterni a noi. Ad esempio, si può provare a fare piccole spese al supermercato guardando la lista solo alla fine, esercitarsi a eseguire i calcoli mentalmente o pensare agli impegni della settimana senza guardare il calendario dove li avevamo segnati. 

Ancora, è molto utile svolgere regolarmente alcune attività stimolanti e di facile accessibilità quali la lettura di libri, i sudoku, i puzzle e molte altre. 

Accanto a queste attività quotidiane, la cui efficacia nel mantenere attivo il funzionamento mentale è ben presente nella consapevolezza collettiva, la ricerca scientifica in psicologia si è concentrata negli anni nell’individuare tecniche e strategie in grado di innalzare il potenziale cognitivo umano. 

La differenza tra le tecniche dettate dal “senso comune” e quelle identificate dalla ricerca scientifica sta nel fatto che quest’ultime poggiano su evidenze di efficacia osservate in modo sistematico, in grado quindi di ottenere il massimo risultato possibile. Le tecniche di potenziamento cognitivo sono inoltre mirate e calibrate su un target specifico, e sono dunque in grado di sfruttarne al meglio i punti di forza e limitarne i limiti (scusate il gioco di parole). 

In parole povere, lo studio dei programmi di potenziamento cognitivo permette di tarare la costruzione di training sulla specifica utenza di riferimento. Infatti, come scritto a inizio articolo, c’è una grande differenza in termini di flessibilità cognitiva e possibilità di sviluppo cerebrale tra un bambino, un adolescente, un adulto e un anziano.  

Alcune strategie possono infatti risultare ottimali per una fascia d’età e meno per un’altra, inoltre occorre tenere a mente che l’obiettivo che si vuole raggiungere potrebbe essere di potenziamento, mantenimento o recupero del funzionamento cognitivo e che le risorse intellettive di partenza potrebbero essere differenti anche tra coetanei. 

Tutte queste variabili sono difficilmente controllabili dalle, pur efficaci, tecniche “del senso comune”, e richiedono la strutturazione di percorsi specialistici che facciano riferimento alle evidenze di ricerca. 

Sono stati quindi creati numerosi training che mirano al potenziamento specifico di alcune funzioni specifiche e altri che prevedono l’utilizzo congiunto di varie tecniche per il potenziamento di funzioni complesse. Esistono dunque training che si propongono di migliorare l’attenzione, la memoria, la velocità di esecuzione ma anche il problem solving, il decision making, il pensiero creativo fino a risorse personali più complesse quali l’empatia e la resilienza. 

Tra le strategie di maggior efficacia per il potenziamento cognitivo troviamo le tecniche di visualizzazione mentale, tramite le quali è possibile allenare la mente a processi di pensiero più efficienti e funzionali. Si tratta infatti di una modalità di rappresentazione e manipolazione delle informazioni che può consentire migliori processi di memoria e ragionamento. 

Allo stesso modo, le tecniche metacognitive si basano sull’utilizzo di strategie di ragionamento tramite il quale le persone vengono allenate ad analizzare il proprio pensiero e indirizzarlo verso un funzionamento più efficiente. Riflettere e valutare il proprio funzionamento mentale consente di migliorare molte abilità complesse quali la creatività, il ragionamento e i processi decisionali. 

Vsono inoltre molte tecniche che sfruttano strumenti tecnologici, come la realtà virtuale e la realtà aumentata che possono aiutare a costruire sia situazioni protette nelle quali le persone possono mettersi in gioco sia esercizi cognitivi più coinvolgenti e stimolanti rispetto ai classici esercizi carta e penna.  

Le tecniche di neurofeedback e di biofeedback sfruttano, invece, dei sensori che registrano l’attività del cervello e del corpo per allenare le persone a influenzarne l’andamento. Queste tecnologie si sposano alla perfezione con le tecniche di rilassamento e meditazione quali la mindfulness. 

Queste e altre tecniche sono state oggetto di ricerche che ne hanno comprovato l’efficacia nell’ambito del potenziamento delle abilità cognitive umane e in futuro diventeranno sempre più diffuse ed accessibili al pubblico. L’importanza della loro diffusione è data dal fatto che il benessere fisico, sociale e psicologico non può prescindere da un buon funzionamento mentale e cognitivo 

Forse, quindi, tra alcuni anni nessuno potrà più dirvi che non avete una buona memoria o che non siete mai attenti! 

Marco Fusar Poli
Marco Fusar Poli

Dr. Magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva

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