Mindfulness: l’utilizzo della meditazione consapevole per sostenere il benessere psico-fisico

In questi ultimi anni un termine che si sente nominare spesso è proprio “mindfulness”. Quante volte, durante un discorso, si ascoltano frasi del tipo: “mi sento mindful oggi”,” lui dovrebbe agire in maniera più mindfulness”, “sto vivendo questa relazione in modo mindful”, senza però sapere e conoscere cosa realmente sia questo stato mentale e tecnica meditativa.

In realtà cosa è la Mindfulness?

Kabat-Zinn, pioniere del protocollo “Mindfulness-Based Stress Reduction” (MBSR), la definisce come “la consapevolezza che emerge nel porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in un modo non giudicante di vita”.

Nell’ideazione e realizzazione del protocollo di 8 sedute, Kabat-Zinn esaminò nei suoi pazienti le principali fonti di stress ed ansia, cercando di cambiare in questi soggetti il loro punto di vista sulla loro condizione fisico-psicologica, orientando la loro attenzione dai fattori negativi (cosa non va in me?) a quelli positivi (cosa c’è che va in me?).

Si può anche affermare che questo tipo di meditazione è quindi un percorso completo e moderno che serve per migliorare la qualità della propria vita, rendendoci maggiormente consapevoli di molti aspetti che durante la giornata ci sfuggono.

L’ingrediente fondamentale di questa disciplina è proprio il qui e ora, in quanto richiede di concentrarci sull’esperienza che stiamo vivendo nel momento presente dimenticandoci del passato e del futuro.

Basti pensare a quando guidiamo. Non vi capita mai di arrivare a casa in macchina e non ricordare quasi nulla del tragitto? Oppure che dovevate andare in un posto e alla fine siete tornati a casa? È stato il vostro pilota automatico a portarvi.

Il pilota automatico ci aiuta infatti a compiere azioni essenziali della vita di tutti i giorni in maniera meccanica e non ragionata, come camminare, lavarsi i denti, vestirsi, lavare i piatti, guidare, senza impegnare del tutto la nostra attenzione. Questo meccanismo avviene in modo totalmente inconsapevole nel momento in cui noi apprendiamo delle abilità, il che spesso facilita le cose, in quanto consente alla nostra mente di poter pensare ad altro o svolgere due faccende nello stesso momento. Tuttavia, il pilota automatico porta con sé delle problematicità soprattutto nel momento in cui elaboriamo le emozioni di alcuni eventi. Quando si attiva questa modalità, la mente reagisce basandosi sulle esperienze passate, non accorgendoci però della vasta gamma di possibilità e di scelte che abbiamo a disposizione. Non è detto, infatti, che se una situazione ci ha feriti in passato, oggi ci ferisca ancora e così viceversa. Accorgersi dell’innesco di questa modalità e provare ad essere maggiormente consapevoli del qui ed ora, cercando di non giudicare l’evento, ma accettandolo per com’è, potrebbe portare ad una visione differente della situazione vissuta e quindi ad un’ulteriore interpretazione che con l’utilizzo del pilota automatico non avremmo notato.

Secondo Verni (2018) “Elencare i benefici della mindfulness è come voler quantificare l’importanza dell’amore: il suo valore è intrinseco, e volerlo analizzare nelle sue singole componenti non ha senso”. Tuttavia, la mindfulness in questi ultimi anni è stata molto studiata trasformando i suoi benefici in vere e proprie validazioni scientifiche.

Le primissime ricerche effettuate da Kabat-Zinn, oggi trovano un forte riscontro positivo da altri studi che riportano quanto la mindfulness possa fornire beneficio in tre versanti: fisico, psicologico e relazionale.

Dal punto di vista fisico, si è dimostrato che praticare la mindfulness in maniera costante e attenta nel tempo possa abbassare nell’organismo il livello di cortisolo (chiamato anche ormone dello stress), e questo influisce in modo diretto sulla ricezione e rielaborazione dei livelli di stress ed ansia percepiti dalle persone. Considerando inoltre che lo stress è uno dei principali nemici del nostro sistema immunitario, la mindfulness può essere correlata ad un innalzamento delle sue difese (Verni, 2018).

I suoi benefici per la salute sono ormai molto noti e vanno dalla riduzione del dolore fisico a migliorare casi significativi come l’asma, il diabete, mal di testa cronico, allergie, disturbi psicosomatici, la ripresa dalla fatica, la salute del cuore e dell’apparato circolatorio, controllo sulle dipendenze o sui comportamenti autodistruttivi e la qualità del sonno.

A livello cerebrale possono riscontrare dei miglioramenti anche nelle capacità mnemoniche, intuitive e decisionali, ma anche nei tempi di reazione ed elaborazione del pensiero più rapidi.

La pratica della consapevolezza, oltre alla salute fisica, può portare agevolare anche ad altre sfere del benessere in generale, rendendoci più concentrati e pronti ad affrontare le sfide della vita di tutti i giorni, accettandole e non giudicandole, allontanandoci dagli schemi di pensiero negativi e non efficaci e proficui per noi stessi (Verni, 2018).

Grazie ad una pratica costante ed allenata è infatti riconosciuto e percepibile che la mindfulness potenzia e sviluppa delle abilità intrinseche che rendono gratificanti alcuni aspetti della nostra vita, quali:

  • migliorare la consapevolezza di sé e delle nostre doti relazionali;
  • gestire in modo efficace le emozioni;
  • la capacità comunicativa e di ascolto;
  • l’empatia;
  • la fiducia in sé stessi;
  • ed una maggiore resilienza nelle avversità, accettando e lasciando andare i pensieri ed emozioni negative.

È interessante notare come questi benefici si dimostrano efficaci anche nell’ambito della psicopatologia, in particolare per quanto riguarda la depressione, l’ansia, il disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi alimentari, disturbi borderline di personalità, ma anche problematiche legate alla vita di coppia e dell’infanzia (Kabat-Zinn, 1990).

Per i più piccoli, infatti, si è dimostrato come dei training di mindfulness possano aumentare i livelli di concentrazione ed attenzione anche nei casi di bambini con disturbi dell’apprendimento (DSA), disturbi di disattenzione ed iperattività (ADHD), di ansia da separazione e per tutti quei soggetti con difficoltà di regolazione emotiva (Toro, 2015).

Si può dunque affermare che la mindfulness procura beneficio generale all’intero organismo, anche nei casi in cui non riportano alcun disturbo.

Cosa la mindfulness non è?

La mindfulness non è una tecnica di rilassamento, sebbene il rilassamento sia uno dei suoi effetti (Verni, 2018). Può essere considerata come una disciplina o tecnica di forma di auto – aiuto, che si propone di sviluppare le abilità nascoste o inconsapevoli dell’individuo fino a farle diventare visibili e concrete, oltre a migliorare ed incrementare il proprio stato di benessere psicofisiologico ed essere consapevolmente felici, trasformando i punti di vista delle persone orientate allo stress e ad osservare prevalentemente elementi negativi a rendersi maggiormente più consapevoli di quelli positivi che si possono riscontrare durante la giornata.

È una pratica per tutti, in quanto chiunque può provare a meditare, non ci sono limiti di età, condizione sociale, sesso ed etnia.

Abbiamo dunque analizzato che la mindfulness è strettamente legata alla felicità ed al nostro benessere personale, in quanto ci rende consapevoli dell’utilizzo dei nostri schemi mentali, dandoci dei veri e propri strumenti di auto – aiuto per migliorarci e potenziare delle abilità.

Come sappiamo se stiamo vivendo in maniera consapevole e quindi in modo mindful? Proviamo a rispondere in maniera consapevole a queste domande:

  • Rispondiamo con consapevolezza alle richieste presentate?
  • Viviamo veramente nel momento presente senza pensare al passato e al futuro?
  • Notiamo i dettagli che prima ritenevamo irrilevanti?
  • Accettiamo e non giudichiamo gli eventi che viviamo?
  • Siamo consapevoli di avere di fronte a noi più possibilità di scelta?
  • Sperimentiamo emozioni e sensazioni nuove?
  • Sviluppiamo nuove capacità e ci rendiamo consapevoli di queste e quelle pregresse o che forse non avevamo notato?
  • Riusciamo a godere dei piaceri della vita senza concentrarsi su piaceri immediati e fini a sé stessi?
  • Siamo felici di ciò che siamo e abbiamo?

Rispondere a queste domande sarà per noi un primo e piccolo esercizio di consapevolezza che ci permetterà di riflettere e divenire maggiormente coscienti di noi stessi, delle nostre abilità e abitudini di vita. Durante questo percorso, cercheremo di proporvi ed affrontare dei temi di vita quotidiana e di come l’utilizzo della meditazione consapevole possa fornire qualità in questi gesti ripetitivi ma essenziali, sperando – attraverso alcuni spunti e riflessioni – di giovare alla vostra curiosità ed interesse per questa disciplina.

Riferimenti:

  • Kabat-Zinn (1990). Vivere momento per momento. Corbaccio.
  • Toro M. B. (2015). Crescere con la mindfulness. Guida per bambini (e adulti) sotto pressione. Le Comete FrancoAngeli.
  • Verni K. A. (2018). Mindfulness in pratica. Emetra.
Emily Zanini
Emily Zanini

Dott.ssa magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Psicologia Positiva.

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