2 aprile: giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo

Il 2 aprile è la giornata dedicata alla consapevolezza sull’autismo. Ma cos’è effettivamente l’autismo? Perché c’è bisogno di una maggiore consapevolezza?

L’autismo è una sindrome neuro-comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, i cui sintomi si manifestano precocemente (nei primissimi tre anni di vita) e permangono per tutto il corso della vita(DSM-V, 2013).

Nel DSM-IV l’autismo e i suoi differenti sottotipi (Disturbo Autistico, Sindrome di Asperger, Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza, Sindrome di Rett, Disturbo Pervasivo dello Sviluppo non altrimenti specificato), venivano descritti e inseriti con la terminologia “Disturbi Pervasivi dello Sviluppo” (Lo Presti & Vio, 2014).

Queste sottoclassi ora sono raggruppate in una sola ed unica categoria, chiamata “Disturbi dello Spettro Autistico”, eccezion fatta per la Sindrome di Rett che è stata catalogata come disturbo neurologico (DSM- V, 2013).

Per quanto riguarda le manifestazioni cliniche, il DSM-V (2013) identifica due ambiti all’interno dei quali ricercare i segni e i sintomi del disturbo.

Il primo riguarda la presenza di deficit nella comunicazione e interazione sociale non solo a casa, ma in molteplici contesti, come può essere la scuola o la comunità in cui si è inseriti.

In particolare, i deficit risiedono proprio nella difficoltà a entrare in empatia con gli altri, nell’utilizzo dei gesti (come saper indicare o salutare con la mano) e anche nella gestione e comprensione delle relazioni in generale.

Il secondo ambito in cui i soggetti con autismo mostrano delle problematiche, invece, riguarda la presenza di attività stereotipate e interessi ristretti e ripetitivi. Nello specifico, queste persone necessitano di avere tutto sotto il loro controllo, anche se questo richiede non ammettere il cambiamento nemmeno per la posizione di oggetti o mobili.

I loro interessi sono molto limitati e anomali, tanto da creare delle vere e proprie fissazioni. Un bambino con autismo, per esempio, potrebbe avere molti giochi nella sua cameretta, ma continuerà a giocare sempre con i suoi preferiti, non prestando e dedicando alcuna attenzione agli altri (Lo Presti & Vio, 2014).

Accanto a questi disturbi e segnali specifici al fine d’intraprendere una diagnosi e classificazione, queste persone possono presentare con diverse modalità altre problematicità, come difficoltà nell’addormentarsi e nei ritmi del sonno in generale, nelle fissazioni alimentari, nella scarsa autostima personale e attacchi di aggressività.

Anche gli stimoli sensoriali vengono percepiti in modo diverso. Infatti, le persone con autismo presentano un’elevata sensibilità ai suoni, al gusto e alle luci. Un rumore che noi consideriamo assordante, per loro potrebbe essere normale, e così un suono tipicamente lieve potrebbe agitarli o impaurirli tanto da suscitare delle vere e proprie reazioni di panico. Inoltre, in alcuni casi queste persone prestano indifferenza anche al dolore o al cambio di temperatura (Lo presti & e Vio, 2014).

Per quanto riguarda l’apprendimento del linguaggio, invece, alcuni bambini con autismo possiedono un linguaggio forbito e specialistico, altri non parlano. Sempre a seconda della diagnosi, alcuni bambini hanno un alto livello di iperlessia, ovvero imparano a leggere benissimo, applicando in modo corretto e completamente automatico la conversione grafema-fonema, ma con scarse capacità di comprensione del testo (Vicari & Caselli, 2017).

Quante sono le persone con autismo in Italia?

In Italia, secondo i dati rilevati dall’Osservazione Nazionale Autismo (2019), si stima che questo disturbo colpisca 1 bambino ogni 77, con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine e i dati appaiono in progressivo aumento per entrambi i sessi (Ministero della Salute, 2019). Questo fattore è sicuramente agevolato anche dalla precocità della rilevazione nei bambini e dal cambiamento dei criteri diagnostici.

Esistono degli interventi specifici? Quali sono le potenzialità dei soggetti con autismo?Che l’autismo accompagna la persona per l’intero arco della sua vita, è un dato di fatto. Ma nulla toglie che si possa attuare un percorso incentrato sul soggetto, che enfatizzi e migliori le proprie potenzialità.

Tra i principali interventi comportamentali e psicologici strutturati di questa sfida educativa, sono noti:

  • la psicomotricità per la coordinazione dei movimenti in funzione dello scopo;
  • la CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa);
  • la musicoterapia;
  • i metodi legati alla psicoterapia (ES. metodi ABA e TEACCH);
  • la Pet Therapy (anche se non scientificamente accertato).

Sembrerebbe, infatti, che i bambini con Disturbo dello Spettro Autistico abbiano alcune capacità nettamente sviluppateper quanto riguarda il potenziale cognitivo (questo ovviamente dipende anche dal livello di gravità del disturbo stesso, che varia da persona a persona). Tra queste troviamo ad esempio: la memoria, le capacità di calcolo, le abilità musicali e matematiche.

Grazie agli studi attuali, sembrerebbe quindi possibile intervenire precocemente ed in modo individuale sul soggetto, costruendo con l’aiuto di persone esperte un percorso formativo ed esistenziale ad hoc, che non comprenda solo il soggetto con autismo, ma tutta la cerchia che esso coinvolge, quindi la famiglia, la scuola e la comunità, generando così non solo un intervento pro-attivo circolare, ma un vero e proprio processo che lo accompagnerà nelle sue diverse fasi di vita e che come principale scopo ha l’implementazione del proprio benessere.

È questo il tema principale che la giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo vuole portarci a riflettere. L’evento offre, infatti, la possibilità a noi cittadini di pensare e meditare maggiormente sulle numerose implicazioni di questo disturbo e le difficoltà che necessitano di un aiuto non indifferente da parte delle famiglie che si trovano a vivere questa situazione all’interno proprio nucleo familiare, specialmente in questo periodo governato dall’ incertezza e da molte limitazioni.

RIFERIMENTI:

  • American Psychiatric Association. (1994). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (DSM-4). American Psychiatric Pub.
  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (DSM-5). American Psychiatric Pub.
  • Ministero della Salute. (2019). 2 aprile, Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.
  • Morton, J., & Frith, U. (1995). Causal modeling: A structural approach to developmental psychopathology.
  • Vicari, S., & Caselli, M. C. (Eds.). (2017). Neuropsicologia dell’età evolutiva: prospettive teoriche e cliniche. Il mulino.
  • Vio, C., & Presti, G. L. (2014). Diagnosi dei disturbi evolutivi: Modelli, criteri diagnostici e casi clinici. Edizioni Erickson.

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