Avresti mai pensato di saper gestire tutto questo stress?

“Che stress la Didattica a Distanza!”

“Domani ho un colloquio di lavoro nell’azienda che mi piaceva un sacco, che ansia!”

“Sto aspettando i risultati della visita medica, mai stato/a più stressato/a di così!”

“Che odio rimanere imbottigliato/a nel traffico per così tanto tempo!”

“Questa pandemia da Covid-19, mi sta generando troppo stress. Non riesco a pensare ad altro!”

Anche a te è mai capitato di sentirti stressato o sotto pressione da alcuni eventi come questi? Hai mai prestato attenzione ai segnali che il tuo corpo ti manifestava? Come sei uscito da queste situazioni?

Ma cosa intendiamo con il termine STRESS?

La psicologia definisce lo stress come una risposta psicofisiologica che l’organismo mette in atto in risposta a compiti il cui carico è valutato dall’individuo come eccessivo: questo significa che un evento stressante per qualcuno potrebbe non esserlo per altri e che uno stesso evento in fasi di vita diverse può risultare più o meno stressante (Lazarus & Folkman, 1984).

Perché è importante saper gestire lo stress accumulato?

Saper gestire in modo efficace i nostri livelli di stress è utile per rafforzare la salute psicologica, fisica e sociale!

La letteratura scientifica riporta che permanere esposti e sopportare un carico eccessivo di stress per un tempo prolungato può arrecare dei danni anche a lungo termine alla salute psichica, rischiando di sfociare in veri e propri disturbi mentali, quali: ansia, depressione, fobie, disturbi del sonno, irritabilità, rabbia, pianto frequente, senso d’impotenza e preoccupazione costante (Selye, 1976).

A questi possono aggiungersi e aggregarsi tutti quei disturbi a livello fisico, quali: tachicardia, sbalzi di temperatura corporea, tremori, mal di testa, indigestione, dolore allo stomaco, sudorazione delle mani, perdita di appetito e problemi sessuali (Selye, 1976; ISN, 2020).

Ed è proprio per cercare di far fronte a questi spiacevoli sintomi che la gestione dello stress è considerata una delle principali life skills che gli esseri umani possiedono.

La gestione dello stress, per definizione, consiste nel riconoscere le fonti di stress nella vita quotidiana, nel comprendere come queste ci influenzano e nell’agire in maniera adattiva in modo da controllare i diversi livelli di stress. Questo può significare prendere iniziative per ridurre le sorgenti stesse dello stress, apportando per esempio cambiamenti nell’ambiente fisico o nello stile di vita.

Un concetto però che molti non considerano è quello in cui lo stress può anche favorire l’individuo in alcune situazioni. La psicologia, infatti, differenzia lo stress percepito in: eustress e distress.

Il primo, denominato stress “positivo”, anche se poco intuibile, è indispensabile e fondamentale per la nostra vita, in particolare per appagare i nostri livelli di soddisfazione e merito personale. Basti pensare a una promozione lavorativa, la quale attribuisce maggiori responsabilità e riconoscenza, ma migliora anche i nostri livelli di autostima e autoefficacia. Un’altra situazione potrebbe essere quella di un appuntamento molto atteso con il/la ragazzo/a che ci è sempre piaciuto/a!

Si può affermare con certezza, quindi, che una giusta dose di eustress (che noi tutti abbiamo già sperimentato e viviamo ogni giorno) sia fondamentale per le nostre vite ed esperienze.

Con il termine distress, invece, si fa riferimento a una tipologia di stress negativa, che se vissuta per un prolungato periodo di tempo può diventare in nociva. Questo meccanismo si attiva quando il nostro organismo si sente minacciato da forti agenti disturbanti. Per esempio, vivere un lutto importante all’interno del proprio nucleo familiare o amicale può generare alti livelli di distress, oppure – facendo riferimento alla situazione lavorativa – un licenziamento improvviso o ingiustificato.

La vera difficoltà sta nel modo in cui percepiamo un evento o azione esterna. Spesso succede che, a causa di alcuni piccoli errori di valutazione, espressi in modo troppo frettoloso o disattento, non incanaliamo lo stress nella giusta direzione, assicurandoci così un vicolo cieco, invece che una via d’uscita o nuova scoperta.

Ripensando agli eventi significativi della tua vita, come può essere stato il giorno della tua laurea, un saggio di danza, un colloquio di lavoro… Come hai vissuto questa esperienza? Eri rilassato/a? Ti sentivi particolarmente teso/a? Hai percepito alti livelli di stress?

Come potrai dedurre, lo stress è una componente integrante e positiva della nostra vita. Accettare e divenire consapevoli di tutto questo, ci permette di vivere le situazioni stressanti più come una sfida che come una mission impossible!

A livello pratico, come si possono gestire i livelli di stress e ansia percepiti?

Un primo passo è quello di sapersi ascoltare, prestando attenzione al proprio corpo, alla mente e fare una buona e oggettiva analisi della situazione, senza lasciarsi controllare da pensieri negativi e intrusivi.

Per gestire lo stress e vivere a pieno uno stato di benessere psicofisico è anche necessario riconoscere le cause di tensione della vita quotidiana trovando strategie efficaci per modificare e/o ri-adattare lo stato in cui ci troviamo, agendo direttamente su noi stessi o l’ambiente che ci circonda, modificando: pensieri, emozioni, azioni e reazioni abituali (Galimberti, 1992).

A proposito di queste strategie, la nostra mente cerca di sviluppare delle capacità consapevoli denominate “strategie di coping” che possano esplorare e mettere in risalto le capacità per fronteggiare e dominare l’evento destabilizzante e così intervenire in modo diretto sul problema (Snyder, 1999).

Come possiamo sviluppare questa importantissima abilità in un periodo dominato dall’incertezza come questo?

Un primissimo esercizio di gestione dello stress può essere implementato mediate l’utilizzo della meditazione consapevole e -appunto- dell’autoconsapevolezza.

Negli ultimi mesi si è sentito spesso parlare di tutte le implicazioni che questa pandemia ci ha portati. Non si può di certo tralasciare informazioni importanti come la condizione economica attuale del nostro paese o il livello di salute mentale venuta meno a causa delle diverse implicazioni e delle misure restrittive imposte.

Tuttavia, invece che focalizzarci continuamente sulla situazione che stiamo vivendo in maniera negativa, pensando a tutto quello che sta succedendo o che siamo impossibilitati a fare, possiamo cogliere gli aspetti positivi e di crescita che questa pandemia in qualche modo ci ha fornito, focalizzandoci su cosa abbiamo appreso ed è attualmente in nostro controllo.

Prova a rispondere in modo consapevole a queste domande:

  • Hai imparato a fare qualcosa di nuovo durante la pandemia? (pizza, dipingere, giochi particolari, piatti diversi, ecc…)
  • Ripensando a come eri prima della pandemia, vedi dei cambiamenti in te? Quali?
  • Pensi di aver sviluppato qualche abilità particolare che prima non avevi avuto modo di considerare?
  • Quando tutto questo finirà (perché finirà), quale ricordo piacevole porterai con te?

Rispondendo a queste brevi e semplici domande ti accorgerai di possedere delle buone o cattive strategie per affrontare lo stress.

In fin dei conti siamo arrivati fin qui grazie alle nostre risorse, no?!? Perché non vantarle?!?

RIFERIMENTI:

  • Folkman, S., & Lazarus, R. S. (1984). Stress, appraisal, and coping(p. 460). New York: Springer Publishing Company.
  • Galimberti, U.(1992). Dizionario di Psicolologia. UTET
  • Istituto Nazionale della Sanità. (2020). www.iss.it 01/2020.
  • Polizzi, C., Lynn, SJ e Perry, A. (2020).Stress e capacità di adattamento al tempo del covid-19: percorsi per la resilienza e il recupero. Neuropsichiatria clinica, 17 (2).
  • Selye, H. (1976). Stress in health and disease. Butterworth’s, reading, Massachusetts.
  • Snyder, C. R. (Ed.). (1999). Coping: The psychology of what works. Oxford University Press, USA.
Dott.ssa Emily Zanini
Dott.ssa Emily Zanini

Dott.ssa magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva.

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