La memoria e i suoi “errori”: nemici o virtù?

Se pensate di avere una memoria di ferro, questo articolo vi farà ricredere sulle vostre convinzioni. Se vi ritenete smemorati, invece, questo articolo vi permetterà di comprendere meglio come effettivamente funziona la vostra memoria.

Partiamo, quindi, dalla definizione di memoria.

La memoria è una funzione cognitiva definita come capacità di immagazzinare le informazioni che sono di nostro interesse e come la capacità di estrarre tali informazioni all’occorrenza. Principalmente la memoria si suddivide in memoria a breve termine e memoria a lungo termine.

La memoria a breve termine è un magazzino con capacità limitata dove l’informazione recepita viene mantenuta per poco tempo prima che venga poi trasferita nella memoria a lungo termine. Questo magazzino è, dunque, un deposito temporaneo di informazioni e non è quella che in molti confondono e riducono alla mera capacità di ricordarsi eventi recenti.

La memoria a lungo termine è, invece, il magazzino in cui vengono depositate tutte le conoscenze che ognuno di noi possiede e ha capacità illimitata. Le conoscenze che si immagazzinano in questo deposito riguardano sia ricordi di eventi e fatti personali o del mondo in generale, sia le conoscenze necessarie per svolgere un compito (ad esempio, sapere andare in bicicletta).

A tutti succede di dimenticarsi di fare qualcosa o di non ricordarsi un evento passato. Spesso si tende ad attribuire a questi episodi un problema di memoria, e ciò succede soprattutto alle persone adulte o anziane che manifestano con più frequenza queste lievi dimenticanze.

Ma la maggior parte delle volte quello che accade riguarda più un deficit di attenzione piuttosto che di memoria: se una persona ti sta parlando e anziché concentrarti su quello che ti sta dicendo, la tua attenzione è catturata da una persona che attraversa la strada o dal rumore fastidioso del clacson di una macchina, è automatico che non ricorderai perfettamente il contenuto della conversazione. Questo però è dovuto alla mancanza di attenzione e non a problema di memoria.

Se pensi di avere una buona memoria, ora scoprirai che nella normalità la memoria può incontrare degli ostacoli che hanno una funzione protettiva, ovvero che impediscono il sovraccarico della memoria stessa proteggendo il suo funzionamento. Questi “sette peccati della memoria”, chiamati così dal ricercatore e psicologo Daniel Schacter, sono errori che tutti commettiamo nel ricordare e nel recuperare i ricordi in quanto il nostro sistema di memoria non è perfetto e come ogni cosa ha i suoi difetti. Questi errori sono:

  1. Labilità, caratteristica della memoria per cui nel tempo questa si indebolisce e deteriora. Il deterioramento dei ricordi nel tempo è spiegabile alla luce del fatto che gli eventi recenti sono ricordati molto più facilmente rispetto a quelli passati. La labilità ha una funzione protettiva nel prevenire il sovraccarico della memoria.
  2. Distrazione, per cui spesso abbiamo dimenticanze causate dalla scarsa attenzione e concentrazione circa quello che si deve ricordare (fenomeno chiamato lapsus di attenzione) come, ad esempio, non ricordarsi dove si è parcheggiata l’auto. La distrazione ha la funzione protettiva di permetterci di spostare l’attenzione da uno stimolo all’altro.
  3. Blocco, ovvero il verificarsi di un blocco temporaneo della capacità di recuperare informazioni depositate in memoria. Questo accade quanto si vuole recuperare un’informazione che al momento non è accessibile. In altre parole, è quello che conosciamo come il fenomeno della “parola sulla punta della lingua” per cui sappiamo benissimo cosa vogliamo dire ma la parola non emerge. Il blocco ha la funzione protettiva di permetterci di focalizzare le nostre risorse attentive e cognitive su un compito specifico.
  4. Errata attribuzione, ovvero il meccanismo per cui si associa ad un ricordo una fonte sbagliata. Ad esempio, ricordarsi delle informazioni ma non chi ce le ha riportate. Questo fenomeno si verifica quando si riconosce erroneamente in memoria un elemento simile ad un elemento già conosciuto in precedenza, sia dal punto di vista percettivo che concettuale. L’errata attribuzione ha la funzione protettiva di consentirci di focalizzare le nostre risorse cognitive sul significato generale piuttosto che sul dettaglio.
  5. Suggestionabilità, che si riferisce all’incorporazione nella memoria di informazioni errate a causa dell’influenza di interventi esterni o di domande suggestive nel momento in cui si cerca di ricordarsi un’esperienza passata. Anche la suggestionabilità ha la funzione protettiva di permetterci di focalizzare le nostre risorse sul significato piuttosto che sul dettaglio.
  6. Distorsione, per cui i nostri ricordi passati influenzano ricordi nuovi. È un errore simile alla suggestionabilità in quanto le emozioni vissute nel presente e la visione del mondo attuale distorcono gli eventi passati. Gli errori di distorsione riflettono la capacità che abbiamo nel modificare i nostri ricordi senza esserne consapevoli, modificando le nostre esperienze passate sulla base di informazioni raccolte nel presente. Il risultato è una rappresentazione distorta di qualcosa avvenuto nel passato. La distorsione ha la funzione protettiva per cui permette di focalizzarci sul significato piuttosto che sul dettaglio.
  7. Persistenza, errore del sistema della memoria che comporta il recupero ricorrente di informazioni interferenti che cerchiamo di ignorare. Questo avviene quando ci sono ricordi indesiderati che si vogliono dimenticare ma che continuano a presentarsi, come i ricordi di un evento traumatico. La persistenza ha la funzione protettiva di consentirci di ricordare gli eventi ad alto impatto emotivo.

Questi ostacoli che la memoria incontra solo apparentemente sono nemici da evitare in quanto permettono, come abbiamo visto, di preservare il funzionamento della nostra memoria.

È curioso conoscere questi piccoli errori che implicitamente e normalmente commettiamo per comprendere che spesso quello che ci sembra un problema di memoria, è piuttosto una mancata attribuzione di significato ad un evento che non è saliente per la nostra sopravvivenza o per i nostri obiettivi presenti.

Sara Longhi
Sara Longhi

Dott.ssa Magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva

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