Qual è il tuo livello di percezione del rischio?

Immagina di essere un pedone, semaforo rosso, non diventa più verde. Hai fretta, ti guardi intorno e non passano macchine…cosa fai? (Puoi rispondere sinceramente, tanto nessuno saprà che probabilmente attraversi la strada col semaforo rosso). Quanto ritieni sia rischiosa da 1 a 3 questa situazione?

Sai cos’è il rischio? Sai qual è la differenza tra rischio e pericolo? Sai qual è la tua percezione del rischio e cosa effettivamente sia? Sai che alla guida avere una buona capacità di percezione del rischio può aiutare a ridurre gli incidenti?

Il pericolo indica la proprietà di una situazione che ha la potenzialità di essere dannosa. È una proprietà oggettiva e misurabile a differenza invece del rischio che rappresenta la probabilità di raggiungimento di un potenziale di danno in una situazione di pericolo.

A questo proposito, diversi studiosi hanno dimostrato che il rischio non è oggettivo ma che nelle persone è presente una discrepanza tra la sua percezione soggettiva e la sua valutazione oggettiva (Slovic, 2001). Il rischio, infatti, non è direttamente proporzionale all’aumento della quantità effettiva di pericolo ma è un fattore personale e variabile.

Ad esempio, da una ricerca condotta negli USA (1978) è emerso che se è presente una grande attenzione mediatica, anche se il rischio oggettivo è basso, le persone sovrastimano il rischio stesso e, viceversa, se il rischio è alto ma gli viene data poca attenzione dai mass media, questo viene sottostimato. Di conseguenza, il rischio sembra significare cose diverse in base agli individui. Inoltre, le azioni e le scelte relative ai rischi vengono apprese secondo alcune valutazioni sociali e culturali di riferimento (Boholm, 1998).

Dunque, la percezione del rischio è la percezione soggettiva del rapporto esistente tra rischio e pericolo e rappresenta un fattore che condiziona i nostri comportamenti, le nostre azioni e scelte. È un costrutto sociale e culturale che riflette i valori, simboli, storia e ideologia (Weinstein, 1989).  La percezione del rischio è anche quella cosa che ci permette di valutare, quando siamo per strada, se attraversare con il semaforo rosso o se andare ad una velocità superiore a quella consentita è potenzialmente pericoloso e decidere di conseguenza di fermarci o di rallentare.

Le azioni che compi sulla strada, che tu sia un pedone, un ciclista o un automobilista, sono potenzialmente rischiose e proprio a questo proposito è richiesta l’attivazione di un certo livello di costante allerta e attenzione. Una teoria, detta dell’omeostasi, sostiene che tutti noi possediamo un “rischio accettabile” per cui se il livello di rischiosità di una determinata situazione supera il livello di rischio accettabile, vi sarà un aggiustamento del comportamento per eliminare quella differenza. Questo modello mostra quanto le persone possiedano una scarsa capacità di stima del rischio.

Per potenziare e raggiungere una corretta percezione del rischio da parte degli utenti della strada si potrebbe agire attraverso una riflessione, ma anche attraverso pura esperienza, di rischi e di errori che si commettono quotidianamente alla guida.

Ad esempio, da numerose ricerche emergono alcune differenze riguardo l’elaborazione visiva tra neopatentati e guidatori esperti. I neopatentati esaminano con gli occhi una porzione più piccola di spazio rispetto ai guidatori esperti e tendono inoltre a controllare il proprio movimento nello spazio basandosi sull’istante piuttosto che precedere e anticipare una situazione. Questo accade perché i neopatentati utilizzano un grande carico cognitivo e sono coinvolti da un’attivazione emotiva elevata.

Questi ed altri dati mostrano la presenza di diversi tipi di bias che invalidano il processo di percezione del rischio:

  • Biases motivazionali, tra cui la tendenza a dare attenzione a dati che confermano le proprie credenze.

Es: “Questo semaforo rosso è infinito, ma posso attraversare tanto conosco questo attraversamento”.

  • Biases di controllo, in cui ci capita di sovrastimare la nostra capacità di controllare gli effetti delle decisioni.

Es: “Questo semaforo rosso è infinito, ma se attraverso di corsa non rischio di farmi urtare da altri utenti”.

  • Biases dell’ottimismo, in cui sentiamo di avere meno probabilità che ci capiti un evento negativo rispetto alla media delle persone.

Es: “Questo semaforo rosso è infinito, riesco ad attraversare senza farmi urtare da altri utenti anche se qualche giorno fa so che è stato investito un ragazzo”.

Purtroppo, è evidente come non sia possibile eliminare questi biases nel breve termine ma ne si può tenerne conto a posteriori, correggendo la nostra percezione per diminuire gli effetti negativi.

Utilizzare in maniera corretta la nostra capacità di percezione del rischio è fondamentale per muoverci in maniera sicura come utenti stradali. È dunque fondamentale potenziare questa capacità per far sì che con il semaforo rosso non ti venga in mente di attraversare!

Hai mai pensato che nel momento in cui attraversi potrebbe arrivare una macchina velocissima? Rischieresti la tua vita, per cosa? Solo perché non hai avuto la pazienza di aspettare quel minuto in più. Pensi ne valga la pena?

Gaia D'Agostino
Gaia D’Agostino

Dott.ssa Magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva

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