Come divenire maggiormente consapevoli delle proprie relazioni?

Quante volte vi è capitato di litigare con il/la vostro/a partner per questioni di poco conto solamente perché eravate nervosi?

Quante volte vi è successo di fraintendere le parole di vostro fratello o vostra sorella senza nemmeno concedere loro il tempo necessario per potersi spiegare?

Vi è mai successo di rispondere in modo sgarbato ai vostri genitori perché eravate in ansia per un esame?

O ancora, di affiliare ai vostri amici delle caratteristiche o peculiarità che a voi recano disagio o creano fastidi?

Tutto ciò che ti infastidisce negli altri è solo una proiezione di ciò che non hai risolto in te”. Con questa frase lo stesso Buddha intendeva spiegare come molte volte si ha una sorta di propensione a vedere negli altri una serie di difetti, caratteristiche personali, che in realtà appartengono proprio a noi. Questo meccanismo, in psicologia viene chiamato “proiezione”. Sembrerebbe, infatti, che le caratteristiche che noi non apprezziamo degli altri, o al contrario che ammiriamo in loro, sono in parte anche nostre. Questo meccanismo psicologico è molto utile per rendere il processo di autoconsapevolezza immediato e semplice, promuovendo la correzione personale e il cambiamento di alcune azioni e comportamenti.

La verità è che tutte la serie di situazioni descritte a inizio articolo, accadono quotidianamente e sono purtroppo NORMALI.

È infatti normale che le persone si immedesimano negli altri e ricercano un proprio simile? Sì!

È vero che lo stress genera ulteriore stress in modo circolare, sia in modo individuale che collettivo? Certo, ed è anche dimostrabile!

Prima di compiere qualsiasi passo, però, è importante cogliere e capire quale situazione ci ha arrecato stress. Sono diversi i fattori stressanti, anche chiamati “stressor” che determinerebbero un cambiamento nel nostro organismo. I principali fattori che possono causare stress sono i seguenti:

  • fattori ambientali esterni (per esempio un mancato adempimento di una prestazione lavorativa o il traffico, ecc…);
  • fattori fisici (emicrania, indigestione, mal di pancia, ecc ….);
  • fattori relazionali (è questa relazione che mi rende nervoso e mi fa star male?).

Dopo essere divenuti consapevoli degli eventi stressanti che ci circondano e da dove questi derivano, è importante ipotizzare le possibili vie d’uscita e quindi anche le strategie per poterci salvaguardare nel migliore dei modi. Ma per far questo, necessitiamo di una buona conoscenza del nostro sé e dei relativi meccanismi di difesa pronti a sorreggerlo e difenderlo dalle possibili avversità.

Di seguito vi proporrò delle brevi domande, che possono essere d’aiuto per interrogarvi e iniziare a mettervi in discussione sulla base delle vostre principali relazioni.

  • Quando in una relazione non mi sento più a mio agio, cosa faccio?
  • Come mi comporto con questa persona?
  • Affronto la situazione o lascio che sia la situazione stessa a sistemare le cose in un modo o nell’altro?
  • Sono più incentrato/a sulle emozioni e sentimenti che provo per questa persona o sul problema che questa relazione mi genera?

Ma soprattutto….

Quando i rapporti interpersonali finisco cosa succede? Come reagisco io?

Accettare che un rapporto possa finire per sgretolarsi è difficile, ma è un passaggio fondamentale per la nostra crescita e salute mentale e affettiva.

Molte volte le relazioni di amicizia o amore finiscono non per un determinato litigio o (per forza) a causa del comportamento dell’altra persona, ma più per il cambiamento che più o meno consapevolmente stiamo sviluppando. Una persona che ci ha sempre fatto stare bene, non è tenuta a farci stare così per tutta la vita. Potrebbe succedere, infatti, che dopo qualche mese o anno, con il passare del tempo e il cambiamento delle nostre abitudini e interessi, il sentimento che provavamo per lei muta.

Questo meccanismo psicologico è completamente naturale e inconscio in noi, ma è necessario per la tutela della nostra crescita personale, anche se a volte – parlando di relazioni- accade che il sentimento tende a imprigionarci e renderci dipendenti da alcuni rapporti affettivi.

Il processo di maturazione consiste anche in questo: capire quando una relazione è adatta per noi e noi per questa.

Cosa possiamo fare per divenire maggiormente consapevoli della nostra relazione amorosa o amicale? Come facciamo a riconoscere quali sono effettivamente le persone che ci fanno stare bene?

Riconoscere quali persone fanno per noi è il primo passo verso la felicità, ma per comprendere questo è importante prima conoscere se stessi; i propri tratti di personalità, interessi, conoscenze, competenze e peculiarità.

La mindfulness può essere un’ottima tecnica e strategia per auto-aiutarci a riconoscere e calibrare anche queste situazioni così delicate e importanti.

Essa può infatti aiutarci a:

  • renderci più consapevoli dei nostri pensieri, emozioni e sentimenti che proviamo per gli altri;
  • comunicare in modo consapevole ed efficace, aiutandoci a distinguere quello che vorremmo dire da quello che dobbiamo tenere per noi;
  • smetterla di procrastinare dolorose decisioni o rifugiarci in dipendenze affettive;
  • promuove la valutazione tranquilla e attenta della luce dei fatti;
  • connetterci con gli altri in modo più armonioso, non lasciando pienamente spazio agli automatismi che in situazioni stressanti rispondono al posto nostro;
  • essere maggiormente autentici anche di fronte all’altro;
  • perdonare;
  • raggiungere compromessi;
  • immedesimarci nell’altro ed essere maggiormente empatici;
  • capire i nostri meccanismi di difesa principali e modificarne alcuni.

Alcuni studi hanno dimostrato come trascorrere del tempo con persone a noi care e significative aumenterebbe il livello di benessere mentale e fisico, diminuendo in modo significativo i livelli di stress.

In particolare, i ricercatori della Brigham Young University, dai risultati emersi dalla loro ricerca composta da 40 coppie di giovani adulti, sostengono che Il supporto di qualcuno a cui vogliamo bene, e che ricambia il nostro affetto, riduce i livelli di stress, e ci aiuta ad affrontare la vita in modo migliore e più consapevole.

Come riconoscere se una persona sta giovando alla nostra vita o meno?

Di seguito vi proporremo una piccola tabella, dove potrete rispondere ad alcune domande brucia-pelo.

Ripensando ad una relazione specifica (familiare, amicale e amorosa che sia), completa la tabella, segnando con una X la risposta che trovi più vera e giusta per te!
 NO
Mi fido di lui/lei  
Quando parliamo insieme c’è molta complicità  
Scambiare idee e opinioni con lui/lei mi appaga molto a livello mentale  
Mi sento quasi sempre felice in sua compagnia  
Ho paura che mi possa giudicare  
Quando sono con lui/lei penso di non poter superare alcun ostacolo  
Mi sento invincibile in sua presenza  
La trovo una persona interessante  
Decide sempre lui/lei cosa fare insieme e io acconsento.  

Questo è solo un brevissimo esercizio di consapevolezza che, però, può esservi d’aiuto per valutare la relazione in maniera più oggettiva ed efficace. In questo modo avrete la possibilità di osservare anche in forma più visiva quanto una relazione sia positiva per voi o meno.

Dott.ssa Emily Zanini
Dott.ssa Emily Zanini

Laureata magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva.

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