Bellezza ai tempi dei Social

Nel 2015 prendono il via i filtri su diversi social network, quelli che inizialmente ti aggiungono le orecchie di un cagnolino, ti cambiano la voce e ti fanno indossare delle semplici maschere. Con il passare del tempo questi filtri utilizzati come divertimento sono diventati un must da utilizzare per evitare di mostrarsi così come si è. Essi sono in grado di farci sentire più sicuri di noi, andando a nascondere le imperfezioni o modificando alcune parti di noi che ci piacciono poco. Ma sotto questa apparentemente semplice foto modificata possono nascere diversi problemi, soprattutto per coloro che ogni giorno hanno difficoltà ad accettare sé stessi e hanno carenza di autostima.

Questi filtri sono applicabili direttamente dalla fotocamera. In qualche secondo puoi avere labbra carnose, modificare il tuo corpo a tuo piacimento, avere occhi da cerbiatto e di un altro colore, capelli lucenti, pelle perfetta e naso come più ti piace. Il problema nasce dal momento in cui milioni di persone di ogni età ritoccano visibilmente la loro immagine aumentando di conseguenza l’ansia sociale, il farsi vedere poi per come si è realmente.

Uno studio condotto dall’American Medical Association (2020) sottolinea che l’uso di questi filtri può essere associato anche ad un ricorso alla chirurgia estetica, in modo da essere belli allo stesso modo in cui si appare sui social, infatti capita che quando ci si guarda con queste maschere ci si vede migliori di come si è nella realtà, senza quei difetti che danno insicurezza. Questo rischia però di provocare vergogna a mostrarsi al naturale sia sui social che nella realtà. Ci abituiamo ad utilizzare i filtri e iniziamo a costruire un’immagine di noi falsata per gli altri e, soprattutto, per noi stessi.

Ci guardiamo allo specchio ma non siamo soddisfatti di quello che vediamo, vorremmo mettere un filtro anche lì. Vorremmo che gli altri ci vedessero sempre come siamo in grado di apparire sui social. Ed è qui che può intervenire la chirurgia estetica. Questa esigenza nasce dalla discrepanza che si crea tra immagine reale e immagine virtuale che corrisponde a quella ideale. Vari studi di stampo psicologico sociale mostrano come una grande difformità tra sé reale e sé ideale provoca una carenza di autostima.

L’avvenimento dei filtri non fa altro che aumentare questo stato psicologico negativo, aumentando la percezione di allontanamento tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Questa insoddisfazione, bassa autostima e tendenza a puntare sempre più in alto da un punto di vista estetico è di ampio rischio soprattutto nella fascia di età adolescenziale in cui i giovani cercano di costruire ogni giorno la loro immagine e identità.

Di fatto, la condivisione dei selfie sui social media è ormai diventata una delle principali strategie positive di auto-presentazione non corrispondenti alla realtà. La consapevolezza di aver manipolato i propri selfie attraverso ritocchi o filtri può portare ad un effetto negativo sull’autostima dei ragazzi.

IN CONCRETO COSA FARE PER EVITARE QUESTO?

Un semplice consiglio è quello di evitare l’utilizzo di filtri che arrivano a farci sembrare Barbie o Ken, eliminarli dal profilo così da non esser portati alla tentazione di servirsene! Siamo tutti diversi, uniformarci ad un prototipo di “bellezza” non porta ad altro che una crescente insoddisfazione.

Il confronto con amici e parenti può essere d’aiuto. È possibile (molto possibile) che anche il tuo più grande amic* si senta come te ma non ne parli per la paura di essere giudicato. Creare una rete sociale improntata sull’accettazione di sé così come si è può risultare fondamentale. Quei difetti che tu vedi, probabilmente per qualcun altro possono essere visti come una caratteristica positiva. La diversità è bella!

Evita di seguire persone che utilizzano costantemente questi filtri. Segui coloro che danno valore a ciò che sei, ti motivano, ti danno la giusta carica non ti fanno sentire inadeguat*. Cambiare la visione della società improntata su canoni di bellezza irraggiungibile (nonché irrealistica) è frustrante, iniziamo dal nostro piccolo a modificarla.

“Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo” (Ghandi)

Gaia D'Agostino
Gaia D’Agostino

Laureata magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva.

Articoli consigliati