Mindfulness e yoga sono la stessa cosa?

Molti parlano di mindfulness e yoga quasi fossero la stessa cosa, ma in realtà in cosa consistono queste pratiche? In quali aspetti si differenziano?

Da un punto di vista storico ed evoluzionistico, la mindfulness discende dal buddismo e da alcune pratiche dello yoga ampliatesi circa 2500 anni fa, mente lo yoga nasce e si sviluppa in India all’incirca 5000 anni fa.

Ma la vera e propria diffusione della pratica di alta consapevolezza si deve all’ideatore e studioso di questa, ovvero Jon Kabat Zinn, biologo e professore dell’Università del Massachussets, intorno agli anni ’70.

All’epoca lo yoga era visto come un percorso verso la purificazione dell’anima e del corpo. Permaneva infatti la convinzione che grazie a degli esercizi a corpo libero alternati a momenti di meditazione, gli uomini potessero in qualche modo prepararsi a questa purificazione e congiunzione anima-mente. Ad oggi, lo yoga viene considerato maggiormente come uno sport o tecnica di rilassamento che facilita ed espone all’apertura del corpo mediante le asana (posizioni) tradizionali più che ad una via d’espiazione.

Se bisogna sottolineare le principali differenze di queste due discipline, si potrebbe sostenere che lo yoga presterebbe maggiormente il suo focus al respiro e all’attività del corpo, non mettendo però al centro di questo stato di totale assorbimento la consapevolezza di ogni esperienza, pensiero, respiro ed emozione, che la mindfulness, invece, nella sua completezza richiede ed esige.

Una nota negativa – se la si vuole trovare – è l’aspetto secondo cui lo yoga, rispetto alla mindfulness, incentiva ed enfatizza più la prestazione fisica in toto. Il soggetto, infatti, molte volte si prefigge il principale obiettivo di raggiungere la posizione ottimale presentata e spiegata dall’insegnante, più che ad assaporare l’esperienza fornita dal momento presente e quindi del qui e ora.

Si può anche affermare, però, che esiste un punto d’incontro tra queste due attività che coinvolgono anima e corpo, ossia la focalizzata attenzione alla consapevolezza del corpo e della collocazione di questo nello spazio in cui esso è circondato, e quindi di conseguenza il benessere che il soggetto vive e sperimenta all’interno di un ambiente circoscritto.

Ma perché si dimostra importante unire e coltivare una consapevolezza focalizzata con la pratica dello yoga?

Innanzitutto, unire lo yoga con la mindfulness e quindi la meditazione consapevole permette alla persona di conoscere sia a livello fisico che psicologico il suo vero sé, creando una certa armonia e saggezza.

Nella mindfulness, esiste una specifica formula meditativa che si focalizza sul corpo ed il benessere di questo: questa pratica si chiama “body scan”.

Il body scan consiste nel prestare attenzione in modo consapevole (per circa 30 o 45 minuti) ad ogni parte del corpo alla volta, step by step, osservando in modo vigile e cosciente le diverse sensazioni fisiche, come possono essere: le pulsazioni, la rigidità, il senso di calore e freddezza, la tensione, la pesantezza del corpo, ma anche le principali emozioni che in quel momento vengono sperimentate e vissute a pieno dal soggetto, senza che siano interrotte da troppi giudizi e/o pensieri intrusivi.

Il principale scopo di questa tecnica, quindi, è quello di sviluppare ed evolvere una maggiore consapevolezza delle sensazioni e percezioni corporee, oltre che a creare forti legami e connessioni tra corpo e mente, sviluppando in noi anche un buon livello di compassione per le parti e zone del nostro corpo, che alle volte ci piacciono e altre un po’ meno, aiutandoci ad accettarle per come esse sono.

Perché è utile?

Molti teorici e praticanti della mindfulness affermano che l’unione di queste due discipline rappresenterebbe la via essenziale per raggiungere l’ottimale armonizzazione e collaborazione tra mente e corpo.

Oltre ad unire e connettere il proprio corpo in modo funzionale ed efficace, una pratica continuativa e regolare aiuta a rafforzare le nostre capacità attentive e meditative, diminuendo la possibilità di esprimersi e reagire in modo automatico ed impulsivo agli eventi che la vita ci presenta in modo inaspettato.

Senza tralasciare il fatto che un buon esercizio fisico, accompagnato ad un sano e costante livello di meditazione gentile e consapevole può effettivamente fare la differenza anche sul versante fisico. Negli ultimi anni, infatti, molti ricercatori hanno dimostrato, in diversi studi, come la mindfulness associata allo yoga consapevole possa migliorare alcune situazioni di malessere psico-fisiologico (anche legate a forme di dipendenza) quali:

  • emicrania;
  • percezione di fatica;
  • desiderio di alcune dipendenze, come quelle legate al fumo e all’alcool;
  • riduzione del dolore;
  • migliora la qualità del sonno;
  • aiuta il sistema immunitario e dell’apparato circolatorio;
  • riduzione dei livelli di ansia e depressione.

Insomma, si può dire che l’unione di queste pratiche regalano e giovano alla nostra salute differenti stati di benessere, sia dal punto di vista psicologico che fisico, oltre che a giovare e aumentare in modo sano e genuino quel bagaglio di conoscenze e qualità che rendono la nostra vita più consapevole e interessante.

Tu cosa aspetti a provare?

Dott.ssa Emily Zanini
Dott.ssa Emily Zanini

Laureata magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva.

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