RITORNO IN UFFICIO, UNA NUOVA SPINTA VERSO IL BENESSERE

Come è sempre più crescente l’attenzione verso l’identificazione con la propria casa, è necessario porre la stessa attenzione per quanto riguarda il luogo di lavoro.

L’ambiente circostante è di primaria importanza nella vita lavorativa di ogni persona. Le caratteristiche fisiche del luogo di lavoro influenzano direttamente le prestazioni del lavoratore, dalla concentrazione alla qualità delle sue relazioni interpersonali (Pazzaglia & Tizi, 2019).

Lo smart working che ha preso piede in gran parte nell’ultimo anno ha sicuramente alcuni risvolti positivi ma, l’isolamento può distanziare e disorientare le persone, rendendo i rapporti dettati da orari fittizi (se non prolungati) e virtuali; ritrovarsi in un luogo fisico può essere un fattore in grado di incrementare i rapporti umani ed aumentare la coesione. Diventa di fondamentale importanza focalizzarsi su quegli elementi che rendono l’ufficio la seconda casa degli individui, andando ad incrementare il benessere sul luogo di lavoro. È noto come nella vita di ogni persona esistano i cosiddetti luoghi del cuore, in grado di farci star meglio. Come sottolinea la psicologia ambientale i luoghi hanno effetti su componenti emotive, cognitive, comportamentali ma anche sulla stessa performance professionale. I luoghi di lavoro progettati con occhio attento al benessere, è dimostrato che siano in grado di provocare comportamenti con risvolti positivi anche sul lavoro.

L’ufficio è uno dei luoghi di lavoro più comuni su cui si è focalizzata la psicologia ambientale.   Nella progettazione di questo occorre considerare che esistono diversi elementi che incidono positivamente o negativamente sul benessere delle persone, allo stesso modo di quando viene progettata la propria casa “su misura”. Elementi fondamentali per incrementare il benessere delle persone e di conseguenza aiutarle nell’aumentare la soddisfazione lavorativa, sono ad esempio l’organizzazione degli spazi e le condizioni ambientali qual ad esempio illuminazione, colori e rumori.

L’organizzazione degli spazi

Perché è importante organizzare uno spazio? Lo spazio in sé influisce sulle modalità lavorative, sulle relazioni che si instaurano e in generale sulla produttività e il benessere dei lavoratori. Osservando il comportamento dell’individuo nello spazio è possibile progettare ad hoc.

Un’organizzazione dovrebbe infatti essere in grado di riflettere l’identità di gruppo, la sua cultura organizzativa e facilitare il raggiungimento dei diversi obiettivi ma è allo stesso modo fondamentale che a rispecchiarla sia l’ambiente in cui si lavora.

Per far sì che ciò avvenga è importante tenere in considerazione due principali fattori quali la privacy e la personalizzazione degli spazi, creare delle soluzioni su misura per l’azienda e poi per il singolo lavoratore come la presenza di piante, fotografie, oggetti ed elementi d’arredo personali che rendono proprio quel posto in modo da poter esprimere la nostra personalità.

Parlando di privacy è noto come questo bisogno sia universale. La privacy è importante per rigenerare le riserve cognitive, serve a preservare la soddisfazione del lavoratore che sentendo la sua postazione come propria, lavora meglio e si distrae meno facilmente rispetto a casi con un’insufficienza di privacy. Proviamo a traslare questa sensazione a casa. La porta nella tua camera da letto è essenziale, non potresti mai immaginartela senza. Questo esempio è una rappresentazione della percezione di privacy che gran parte di noi ha ed è fondamentale anche in ufficio. Inoltre, la possibilità di non vedere i propri colleghi mentre si lavora trasmette la sensazione di una postazione di lavoro riservata in gli individui si sentono a proprio agio e di conseguenza saranno portati ad essere più produttivi (Pazzaglia & Tizi, 2019).

Condizioni ambientali

  • L’illuminazione: con gli anni si è osservato che la luce naturale ha un forte impatto sulla prestazione lavorativa, infatti coloro che hanno una postazione vicino ad una finestra lavorano più a lungo. Risulta quindi importante la massimizzazione di luce naturale negli uffici con un giusto adattamento a quella artificiale, indispensabile nelle ore in cui cala la luce diurna. Inoltre, l’illuminazione artificiale è in grado di influenzare il tono dell’umore, un effetto positivo è noto in stanze molto illuminate che vengono percepite come più allegre ma anche come più spaziose, andando ad influenzare anche la percezione.
  • Il rumore: il rumore è stato definito come una delle prime cause di stress lavorativo. Telefoni, conversazioni, computer, impianti di ventilazione e condizionamento, ascensori, stampanti… sono tra le più comuni fonti di rumore negli uffici. I loro effetti negativi interagiscono con le caratteristiche dei compiti svolti e con la personalità dei lavoratori. Ovviamente questi rumori interferisco maggiormente in compiti che richiedono uno sforzo positivo piuttosto che quelli semplici. Quest accade perché, naturalmente, una parte di risorse cognitive viene impiegata nell’elaborazione id discorsi esterni con conseguenze ad impatto negativo sul rendimento lavorativo. Interventi per ridurre la rumorosità nei luoghi di lavoro si traducono in un aumento del morale dei dipendenti, maggiore soddisfazione per il lavoro svolto e migliori opinioni nei confronti dei datori di lavoro.
  • Il colore: in generale, il colore dovrebbe essere scelto in base al tipo di attività da svolgere, che sia una casa, un bar, una palestra o un ambiente di lavoro. Per svolgere al meglio i lavori mentali e per concentrarsi, le persone hanno bisogno di un livello medio di energia ambientale, l’ideale sarebbe dunque caratterizzare questi luoghi con colori calmanti. Al contrario per lavori più di braccio e meno di mente è giusto che siano caratterizzati da colori energizzanti. Per alcuni colori, gli effetti sono piuttosto scontati, infatti il rosso fuoco sicuramente non andrebbe bene per le performance di compiti cognitivi, mentre sarebbe perfetto per compiti che necessitano grande energia e dinamicità. Quando gli uffici sono caratterizzati uniformemente da un solo colore, come comunemente è il bianco, le persone sono poco stimolate e hanno difficoltà a concentrarsi sui compiti cognitivi, sono più portate a distrarsi dal lavoro e di conseguenza a avere prestazioni inferiori.

Con piccole accortezze è possibile quindi rendere il luogo di lavoro un ambiente dove poter star bene, sentirsi a casa e rispecchiare la propria identità. Scegliere la via dello smart working hai suoi lati positivi, ma tornare in ufficio, poter avere delle relazioni vere e non virtuali, poter entrare in un posto che rappresenta il lavoro che faccio e al contempo la persona che sono, io penso non abbia eguali. Sta a noi decidere da dove ripartire, un ibrido magari potrebbe essere una buona soluzione?

Gaia D'Agostino
Gaia D’Agostino

Dottoressa magistrale in Psicologia per il benessere, empowerment, riabilitazione e tecnologia positiva

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