Disturbo dell’apprendimento o svogliatezza?

Difficile distinguere la semplice pigrizia e svogliatezza da una reale difficoltà nello studio.

Molti studi, dimostrano infatti che i soggetti con disturbi dell’apprendimento si stancano facilmente durante l’esecuzione di compiti che richiedono un maggiore sforzo cognitivo.

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

I disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disortografia e discalculia) sono disturbi del neurosviluppo, che riguardano un gruppo di difficoltà in cui si presentano significativi disagi e complicazioni nell’acquisizione e utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo.

Queste problematicità si manifestano nonostante siano presenti un’intelligenza adeguata, un’istruzione convenzionale, opportunità socioculturali normali e siano assenti deficit sensoriali e disturbi significativi della sfera emotiva. Questo è quello che emerge secondo i due principali manuali diagnostici internazionali, ovvero il DSM-V e l’ICD – 10.

La diagnosi, formulata da un’equipe multidisciplinare (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista), è basata su criteri di inclusione ed esclusione. Sulla base dei criteri diagnostici d’inclusione si riscontra che il disturbo:

  • deve coinvolgere uno o più specifici domini di apprendimento;
  • emerge una significativa interferenza del disturbo con l’adattamento scolastico ed attività quotidiane;
  • deve avere un trend evolutivo;
  • considerare la frequente compresenza o comorbilità tra diversi DSA;
  • utilizzare batterie e test standardizzati e che ci sia una compromissione statisticamente significativa (DSM – V).

Per quanto riguarda i criteri di esclusione, invece, si possono tenere in considerazione:

  • l’assenza di disabilità intellettiva;
  • l’assenza di disturbi neurologici, traumatici o malattia;
  • l’assenza di disturbi sensoriali, visivi o uditivi;
  • condizioni di svantaggio psico-sociale;
  • inadeguato ambiente educativo;
  • non adeguata conoscenza della lingua d’insegnamento (DSM – V).

Queste difficoltà sono trasmettibili a livello genetico? Esistono dei possibili fattori di rischio?

Fattori determinati di rischio sono sicuramente l’influenza genetica ed ambientale che modulano e alterano in modi complessi sia la struttura del cervello che i circuiti neurofunzionali sottostanti i processi di lettura, oltre che il normale sviluppo cerebrale (ad esempio, la prematurità, il basso peso alla nascita, l’esposizione prenatale alla nicotina o ad altre sostanze nocive) (Vicari & Menghini, 2018).

Non esiste un gene specifico ma ci sono regioni diverse zone colpite e loci a livello di sequenze di geni associate a un certo disturbo.

Alcuni dati statistici esemplificativi riportano che tra i parenti di primo grado la probabilità di ricorrenza del disturbo sale fino al 40% (Vogler et al., 1985). Inoltre, è interessante notare come l’acquisizione ereditaria del disturbo non sembrerebbe uguale per i due sessi; infatti, nei maschi la probabilità di acquisire la dislessia da parte dei genitori sarebbe tre volte superiore rispetto alle figlie femmine (Menghini & Vicari, 2018).

A livello scolastico come si può intervenire?

Dal punto di vista scolastico, grazie ad una confermata diagnosi rilasciata da un’equipe accreditata di esperti (psicologo, neuropsichiatra infantile e logopedista) possono essere riconosciuti e forniti al soggetto degli strumenti, che tra i principali obiettivi, hanno lo scopo di aiutare il soggetto a migliorare la propria esperienza scolastica e di apprendimento.

Questi strumenti vengono definiti: compensativi (che compensano le abilità mancanti) e dispensativi (a cui i soggetti possono essere sottratti da alcune attività specifiche) e sono riportarti e descritti all’interno del PDP (Piano Didattico Personalizzato). Il PDP è il progetto e patto educativo, realizzato e steso in pieno accordo tra lo psicologo e il diretto interessato, al fine di preparare i docenti che riceveranno la diagnosi di DSA o BES (Bisogni Educativi Speciali) del soggetto ai diritti e doveri che questi devono garantire e assolvere per garantire un giusto ed equilibrato diritto allo studio.

Il PDP è uno strumento che certifica le abilità e difficoltà del ragazzo o ragazza, assicurando un percorso scolastico e di apprendimento più consono e personalizzato, direttamente proporzionale alle capacità raggiunte e acquisite nel tempo.

Negli adulti come possono sfociare queste difficoltà e conseguenze?

Negli adulti con DSA, i cambiamenti dipendono da numerosi fattori: dalla gravità del deficit, dalle abilità cognitive del soggetto, dalla presenza di comorbilità con altri disturbi (come ad esempio, deficit di attenzione o iperattività o disturbi del linguaggio), ma soprattutto dai sistemi di riabilitazione ed interventi che il soggetto ha potuto ricevere (Vicari & Menghini, 2018).

Smythe e collaboratori (2004) in uno studio internazionale sulla dislessia evolutiva, affermano che il 5-10% degli adulti con dislessia che possiedono un quoziente intellettivo (QI) standard e che abbiano ottenuto un livello d’istruzione adeguato, possono comunque scoprire delle difficoltà nelle abilità di decodifica fonologica e fonetica delle parole.

In particolare, le criticità degli adulti con dislessia evolutiva riguardano le abilità fonologiche ed ortografiche che si manifestano con: una lettura poco accurata e non fluida; lentezza nei meccanismi di automatizzazione; difficoltà nell’esprimere i concetti in modo esaustivo e chiaro; utilizzo di un lessico limitato o poco adeguato e difficoltà nell’apprendimento di una lingua straniera (Vicari & Menghini, 2018). Con la maturazione e l’allenamento i soggetti adulti con dislessia evolutiva possono riuscire a leggere in modo molto più̀ accurato, ma non scorrevole (Vicari & Menghini, 2018). Secondo Richlan e collaboratori (2011) persistono anche difficoltà di memorizzazione e sintesi del contenuto letto, problemi nella gestione del tempo, difficoltà di pianificazione e organizzazione e difficoltà nella scrittura.

Nei bambini e negli adolescenti i disturbi specifici di lettura possono determinare rilevanti difficoltà in ambito scolastico e nello studio individuale o collettivo. Per quanto riguarda i giovani adulti, queste difficoltà possono manifestarsi in relazione alle prestazioni accademiche o lavorative, che a loro volta potrebbero determinare delle ricadute negative sulla qualità della vita dei soggetti e quindi sul loro stato di benessere psicofisico (Vicari & Menghini, 2018).

Vicari e Menghini (2018) spiegano, inoltre, che in Italia oggi risulta complesso per una persona adulta con difficoltà di apprendimento intraprendere un percorso psicodiagnostico per verificare la presenza di DSA, in quanto esistono pochissimi servizi sanitari territoriali che erogano questo tipo di prestazione a soggetti adulti. La gran parte delle persone ad oggi, infatti, si orientano verso strutture o equipe multiprofessionali private autorizzate dalla ASL per la valutazione DSA di bambini e adulti con dislessia evolutiva (deliberazione n.1653 del 23 novembre 2015).

MA quelli che in molti non sanno, è che queste persone hanno saputo coltivare anche delle abilità, trasformandole in veri e propri punti di forza. Sembrerebbe infatti che i soggetti con disturbo dell’apprendimento godano di:

  • Una migliore visione periferica: i DSA non mettono a fuoco i dettagli centrali del campo visivo, ma sono più bravi dei coetanei nel riconoscere aspetti e schemi delle più ampie regioni periferiche.
  • Tendono ad eccellere nelle materie artistiche, quali: arte, meccanica, costruzioni, vendite, musica, design, ecc….
  • La memoria visiva è più sviluppata: i DSA, avendo un’attenzione particolare per le immagini e disegni, rielaborano i pensieri e immaginano in modo grafico, aspetto che motiverebbe la buona riuscita dello studio con l’utilizzo delle mappe o degli schemi concettuali.
  • Vanno meglio nelle prove orali.
  • Capacità di crearsi dei metodi e strategie di apprendimento alternativi: costretti a dover compensare determinate abilità, questi soggetti sono considerati dei veri esperti nel crearsi delle possibili soluzioni in grado di saperli aiutare (mappe concettuali, schemi, grafici, disegni, utilizzo dei softwere).
  • Apprendono rapidamente attraverso l’ascolto e l’osservazione diretta.

Oggi avere una diagnosi DSA, non deve essere considerato un gap. Basti pensare a quante persone di successo, sono riuscite a sviluppare le proprie potenzialità nello studio fino ad arrivare a professare il mestiere che più ambivano e sentivano proprio.

Per citarne alcuni:

  • Albert Eistein
  • Galileo Galilei
  • George Washington
  • P. Kennedy
  • Jennifer Aniston
  • John Lennon
  • Leonardo da Vinci
  • Ludwig van Beethoven
  • Marlon Brando
  • Mozart
  • Patrick Dempsey
  • Robin Williams
  • Silvester Stallone
  • Tom Cruise
  • Walter Disney
  • Winston Churchill

Come avrete visto, quindi, sono moltissime le persone che hanno riscosso un grande successo nella propria vita, indipendentemente dalle fragilità che ognuno porta con sé. Ad oggi il mondo della scuola è pienamente consapevole ed aggiornato di queste difficoltà, e oltre a dover adempiere a determinati compiti e servizi, ha a cuore che l’apprendimento venga interiorizzato in modo diverso e personale, ma soprattutto in modo inclusivo e rispettoso.

Se si potessero descrivere i i principali “predittori” dei disturbi dell’apprendimento, quali potrebbero essere?

Di seguito ti proporremo un piccolo test, con elencati alcuni disagi che i soggetti DSA si trovano a vivere in maniera quasi sempre costante.

XNO
 

 

Fatica ad imparare le tabelline o filastrocche

  
 

 

Confusione a comprendere i rapporti spaziali e le differenze tra destra e sinistra

  
 

 

Difficoltà ad esprimere a parola i suoi pensieri e perplessità

  
 

 

Difficoltà motorie (ES: allacciarsi le scarpe)

  
 

 

Brevi tempi di concentrazione per lettura e scrittura e calcolo

  
 

 

Scarsa memoria

  
 

 

Lentezza nella scrittura

  
 

 

Mal di testa, percezione di cose in movimento o distorte

  
 

 

Particolari difficoltà nel leggere o nel pronunciare

  
 

 

Lettura di una parola e poi assenza di riconoscimento in seguito nella pagina

  
 

 

Tendenza a non ricordare le elencazioni (nomi, cose, numeri, tabelline…)

  
 

 

Confusione di lunghe spiegazioni verbali in sequenza

  
 

 

Dimenticanza della parte centrale della frase o di ciò che ha appena finito di leggere (problema nella ML)

  
 

 

Tendenza ad eccellere in materie quali arte, meccanica, costruzioni, vendite, musica, design

  
 

 

Va meglio nelle prove orali (spesso misure dispensative per le verifiche scritte)

  
 

 

Apprende rapidamente attraverso l’ascolto, l’osservazione, la sperimentazione e gli aiuti visivi (lettura prestata)

  

N.B. Il test non ha alcun tipo di valore diagnostico. Per richiedere una diagnosi occorre indirizzarsi verso un’équipe composta da esperti specializzati ed accreditati.

Nel caso in cui le risposte a queste domande siano tutte positive, è consigliabile dirigersi da un’équipe esperta per un accertamento clinico.

Dott.ssa Emily Zanini
Dott.ssa Emily Zanini

Laureata magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva.

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