Cosa succede nel cervello quando immaginiamo?

Quando sogniamo ad occhi aperti e immaginiamo, nel nostro cervello cambia qualcosa.

Capiterà spesso a tutti di fantasticare e sognare ad occhi aperti. Pensare a cosa sarebbe accaduto se…, a cosa farei se avessi qualcosa, a come sarebbe la vita vivendo in un altro paese e così via. Insomma, si fantastica spesso creando vere e proprie storie nella testa rispetto a ciò che ci piacerebbe vivere, si rielaborano informazioni riguardanti la nostra vita e il nostro modo di essere.

Come la maggior parte dei fenomeni che si vivono, anche l’immaginazione origina dal cervello e causa in questo delle modificazioni e delle attivazioni che sono molto simili al vissuto reale di una situazione.

Gli esempi di prima fanno riferimento a situazioni ipotetiche, mentre succede altrettanto spesso che si ripensi e si riviva mentalmente qualcosa che abbiamo già vissuto. In questo caso, quando riviviamo un ricordo, nel nostro cervello si attiva l’ippocampo, una struttura responsabile della memoria che ha il compito di immagazzinare le informazioni di esperienze vissute e le recupera all’occorrenza.

Diversa ancora è la modificazione cerebrale di quando si immagina di compiere un movimento, ad esempio quando ci si immagina in prima persona di sciare, giocare a calcio o tennis, si attivano i circuiti cerebrali relativi al movimento quindi la corteccia motoria e premotoria.

Ancora diverso è quando si immagina un oggetto fisico; in questo caso, si attivano le aree della corteccia visiva e le aree di integrazione sensoriale che sono attive nel momento in cui abbiamo realmente qualcosa di fisico davanti agli occhi.

A questo punto viene da chiedersi “ma allora, se si attivano le stesse regioni cerebrali, il nostro cervello come fa a capire se quello che sta vivendo è immaginazione o realtà?”.

Kenneth Hugdahl, psicobiologo norvegese, ha studiato un fenomeno molto interessante relazionato alle allucinazioni uditive nelle quali è presente un deficit nella connessione tra il lobo temporale sinistro (in cui originano le allucinazioni uditive, le voci) e la corteccia prefrontale (responsabile delle funzioni cognitive superiori come attenzione, funzioni esecutive). Sembra che proprio grazie a quest’ultima, la corteccia prefrontale, si riescano a distinguere le esperienze sensoriali frutto della nostra immaginazione da quelle che hanno un fondamento nella realtà.

Come in ogni momento della nostra vita, anche mentre sogniamo ad occhi aperti il nostro cervello è attivo, anzi molto attivo visto che si comporta quasi come se si stesse vivendo l’esperienza che si immagina.

È strano pensare a questo, visto che quando si è imbambolati ad immaginare qualcosa spesso si associa questo momento al “mi si è spento un attimo il cervello”.

Nella realtà il nostro cervello lavora sempre, sia quando dormiamo, che quando svolgiamo attività semplici o complesse, sia quando ascoltiamo musica o immaginiamo.

La complessità dei meccanismi sottostanti al funzionamento del cervello rende il suo studio molto affascinante e probabilmente c’è ancora molto da scoprire.

Sara Longhi
Sara Longhi

Dott.ssa Magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva

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