La psicologia ambientale: il legame stretto tra ambiente e individuo

Vi è mai capitato di chiedervi perché entrando su un mezzo pubblico vuoto scegliete di sedervi in quello con meno probabilità di entrare a contatto con qualcuno? Oppure perché vedendo una sedia ci sediamo e non ci saltiamo sopra? Perché ci piace più un locale rispetto ad un altro? Quali sono gli elementi ci permettono di orientarci in un luogo sconosciuto o di adottare comportamenti spaziali funzionali?  

A queste e altre infinite domande cerca di dare risposta una branca della psicologia chiamata Psicologia Ambientale. 

La psicologia ambientale è quella scienza che si occupa di come l’ambiente influenza il nostro comportamento e la nostra mente e viceversa. La ricerca si è focalizzata infatti, sul modo in cui l’ambiente influenza il comportamento e i processi cognitivi ed emotivi della nostra mente e di come questi tendano a modificare l’ambiente stesso (Keul, 1996; Baroni, 2008; Costa 2009; Janetius, 2016; Bonaiuto, 2017).  

Il nostro comportamento dipende molto dall’ambiente in cui ci troviamo.  

Ad esempio, entrando in una chiesa, essendo un ambiente intimo atto alla riflessione, alla preghiera e al silenzio, a nessuno verrebbe in mente di urlare, ridere o sghignazzare, mentre l’opposto succederà in uno stadio, in un parco o in un posto ludico. 

La psicologia ambientale è, dunque, lo studio del comportamento e del benessere psico-fisico degli individui in relazione all’ambiente. Il comportamento ed il modo di pensare di un individuo dipendono strettamente dal posto in cui egli si trova.  

Mi è capitato più volte di parlare con un’amica che ha come luogo di riferimento una panchina. Quella panchina, nel bene e nel male, è messa in relazione con emozioni, avvenimenti e soprattutto una persona per lei fondamentale. Quel luogo per lei rappresenta il rifugio e il ricongiungimento con il suo amato ed è, dunque, rivestito di una carica affettiva fortissima, nonostante per chiunque altro sia una semplicissima panchina in cui potersi sedere e riposare.  

L’uomo è l’essere che più è in grado di modificare l’ambiente per adattarlo ai propri scopi e bisogni ed il modo in cui viene cambiato costituisce un indizio molto interessante sul funzionamento della mente umana (Costa, 2009). Il modo in cui un ambiente viene modificato fornisce spesso indizi sulla personalità e sulla “psicologia” di una persona. Nel piccolo, la modalità in cui ognuno di noi arreda la stanza in cui vive, la presenza o meno di colore, di vegetazione, di materiale ecosostenibile, di cura e attenzione sono indizi che parlano di ciò che siamo.  

Uno dei precursori della psicologia ambientale è stato Kurt Lewin. Lo psicologo tedesco ha visto l’ambiente come determinante del comportamento umano, sviluppando un modello teorico di “psicologia ecologica” secondo cui il comportamento è funzione dell’interazione tra le persone e l’ambiente psicologico. L’ambiente psicologico è quella parte di spazio di vita che racchiude gli individui e le loro attività. La teoria di Lewin (1936) ha scatenato l’interesse sulla relazione che intercorre tra ambiente e individuo, ponendo le basi teoriche a quella che molti anni dopo è stata chiamata psicologia ambientale.  

La psicologia ambientale ha iniziato ad affermarsi verso le fine degli anni ’70 del Novecento negli Stati Uniti 

I suoi temi principali, durante questi primi anni, riguardano: 

Cognitive mapping rappresenta la formazione di mappe cognitive, ossia la capacità di utilizzare competenze spaziali nella quotidianità in modelli che si crea ogni individuo secondo precise motivazioni. Sono proprio quegli elementi che permettono di orientarci in luoghi sconosciuti. 

Stress ambientale ponendo particolare attenzione ai fattori che potrebbero influenzare la reazione di ogni individuo alle situazioni di stress. 

Environmental assessment rappresenta la valutazione cognitiva e affettiva dell’ambiente. Questa comprende la valutazione del modo in cui un determinato ambiente può aiutarci a raggiungere determinati obiettivi e la compatibilità esistente tra ambiente e individuo, ossia le interazioni reciproche.  

Comportamento spaziale rappresenta i comportamenti relativi allo spazio personale (mi siedo lontano da uno sconosciuto sui mezzi pubblici), alla territorialità e alla privacy di ogni individuo. 

Grazie a questi studi l’esigenza di trovare modelli teorici che descrivessero la relazione tra individuo e ambiente si fece sempre più forte. Emergono tre paradigmi teorici fondamentali: 

  1. Paradigma dell’adattamento: esso vede come scopo del comportamento umano nell’ambiente la sopravvivenza. 
  2. Ambiente come opportunità: posiziona la razionalità dell’individuo al centro, grazie alla quale egli compie scelte tra le varie opportunità offerte dall’ambiente. 
  3. Paradigma socioculturalesi concentra sui diversi contesti in cui si svolgono processi psicologici nelle relazioni tra individuo e ambiente, questo prende spunto dall’approccio ecologico sviluppato negli anni ’70 da Brofenbrenner in cui considera la persona come un agente sociale. 

Con lo sviluppo della psicologia ambientale come campo autonomo ma anche interdisciplinare sono emersi diversi aspetti applicativi che riguardano principalmente due settori: gli ambienti costruiti, ponendo attenzione alla soddisfazione del luogo di studio, di lavoro, di abitazione, di cura; e la relazione tra ambiente ed essere umano, influenzata da diversi fattori come gli agenti stressanti provocati da inquinamento dell’aria, rumore, il caldo. Questa relazione comprende anche la volontà dell’individuo di difendere e conservare l’ambiente e, viceversa, i contributi dell’ambiente nel prevenire comportamenti antisociali.  

Attualmente si presta sempre maggiore attenzione alle caratteristiche dell’individuo che può essere artefice, fruitore e ospite dell’ambiente. Infatti, l’ambiente a cui fa riferimento la psicologia ambientale non è meramente quello fisico, come la casa, la panchina, la chiesa o il parco, ma anche l’ambiente sociale, inseparabile dal primo.  

La psicologia ambientale è una scienza innovativa e con una visione al futuro non solo per gli innovativi e diversi argomenti che tratta ma anche grazie ai disparati temi a cui si collega, caratterizzando così la psicologia come scienza interdisciplinare. Infatti, diversi argomenti sono racchiusi e trattati da questo ramo psicologico come la psicologia architettonica, la geografia comportamentale, la sociologia ambientale, la progettazione ambientale e urbana, l’estetica ambientale, il design di interni, ma anche la psicologia dei disastri ambientali e la valutazione del rischio ambientale, questi sono solo alcuni dei diversi campi a cui arriva la psicologia ambientale.  

Gaia D'Agostino
Gaia D’Agostino

Dott.ssa Magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva

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