L’esperienza di flow

 Ero così immersa nella lettura di quel libro che mi sono dimenticata di pranzare”. A quanti è mai successo di essere così impegnati in qualcosa da non accorgersi che il tempo passasse? Che sia un lavoro che sta procedendo bene, suonare uno strumento, giocare ad un videogioco, leggere o scrivere. 

In alcune occasioni, mentre stiamo cercando di raggiungere un determinato obiettivo, può capitare di sentirci pienamente coinvolti in ciò che stiamo facendo, soddisfatti, convinti che tutto stia funzionando al meglio e psicologicamente in uno stato di intenso benessere 

Siamo talmente concentrati che il tempo può sembrare espandersi o passare troppo in fretta, e ci sentiamo fortemente motivati a continuare quell’attività per rimanere in questo stato psicologico. 

L’esperienza di flow fa riferimento a questo stato psicologico intenso e positivo, come quello che può provare l’artista assorbito e concentrato durante la realizzazione di una sua opera. 

La ricerca sul flow è nata verso la fine degli anni ’70 da Getzels Csikszentmihalyi (1976durante l’osservazione del processo creativoEssi hanno notato che un artista si focalizzava pienamente nella realizzazione di un suo quadro qualora stesse proseguendo bene, arrivando a scordare fame e stanchezza. Importante è sottolineare che questa sua attività non dipendeva da un premio esterno ma derivava totalmente da una motivazione interna a lui che lo spingeva a proseguire ininterrottamente. 

Nasce così l’interesse a comprendere e spiegare questo aspetto di motivazione intrinseca verso la mera attività prescindendo dal risultato finale.  

Csikszentmihalyi (1975), colui che ha introdotto questo concetto, ha definito il termine flow come uno stato psicologico soggettivo di massima gratificazione, che può essere vissuto durante lo svolgimento di un’attività. Esso corrisponde ad una “completa immersione nel compito”. 

Il flow è “uno stato in cui le persone sono così coinvolte in un’attività che non ha più importanza; l’esperienza è così piacevole che le persone continueranno a farlo anche a caro presso, per il puro gusto di farlo” (Csikszentmihalyi, 1990). 

Essi viene definito come l’esperienza fenomenologica che motiva e spinge le persone a svolgere attività difficili ad alto livello e a perseverare in queste attività per lunghi periodi di tempo. 

Ciò che rende possibile all’individuo la partecipazione a questa esperienza di flow riguarda la percezione della presenza di sfide adeguate da parte dell’ambiente e, allo stesso tempo, di adeguate abilità dell’individuo stesso. Entrare nel flusso dipende, quindi, dall’equilibrio tra queste due componenti, valutate in modo soggettivo da ogni individuo. 

Come è possibile intuire dal grafico, nel caso in cui un soggetto consideri le sfide sopra le sue abilità, entrerà in uno stato dapprima di preoccupazione e poi di ansia; viceversa, se le abilità superano le sfide, passerà da uno stato di apatia alla noia stessa. Quando invece si verificherà equilibrio tra proprie abilità e sfide dell’ambiente, farà esperienza di flow sperimentando la piena immersione in un’esperienza che coinvolge l’individuo globalmente, concentrando nel compito aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali. Così facendo, l’esperienza di flow attiva nell’individuo risorse e potenzialità. 

Sono stati svolti diversi studi che confermano l’occasione di vivere la flow experience in diversi e svariati campi, come nell’esperienza estetica, nell’arte, nella scienza (Csikszentmihalyi e Robinson, 1990), nella scrittura (Perry, 1999) e nell’attività sportiva (Jackson, 1995).  

Quelli sopra elencati sono solo alcuni esempi, infatti è possibile vivere queste esperienze ottimali in altri ambiti di vita comuni e quotidiani, essendo il flow uno stato interiore influenzato da alcune condizione esteriori, che variano in particolar modo in base al contesto culturale in cui si trova la persona. 

Attività come cucinare un piatto dal più semplice al più elaborato, imbiancare una parete o aggiustare un tubo possono essere uniche ed appaganti e potrebbero portare gli individui a trovarsi immersi in un’esperienza di flow. 

Esistono, tuttavia, alcune caratteristiche comuni che caratterizzano queste esperienze ottimali: 

  • Importanza di stabilire obiettivi concreti e chiari, il compito o la meta devono essere raggiungibili.  
  • Porsi obiettivi chiari significa avere feedback immediati e diretti, sia dal punto di vista di successo che di fallimento.  
  • Durante il compito si è portati ad agire senza sforzo, in una totale concentrazione sul compito da eseguire e senza preoccupazioni. 
  • Viene eliminata la paura del fallimento grazie ad un completo controllo sulla situazione o sul compito. 
  • Quando lo stato del flow si attiva, la consapevolezza di sé sparisce poiché l’attenzione è focalizzata totalmente sull’attività. Tutta l’energia fisica e psichica è verso la realizzazione del compito.  
  • Distorsione della percezione del tempo. Durante lo stato di flow, le ore possono sembrare minuti, mentre in altre occasioni i secondi possono sembrare eterni.  
  • Il flusso sopraggiunge quando si produce un equilibrio tra le sfide del compito o l’attività che stiamo affrontando e le abilità di cui disponiamo per affrontarlo. Quest’attività non ci risulta né troppo facile né troppo complessa. 
  • Gratificazione legata all’esperienza stessa (Deci, 1975), tale da rendere la meta finale una scusa per iniziare il compito stesso.  

Riprendendo l’esempio iniziale dell’artista completamente assorbito nella sua opera, proviamo a percorrere i punti sopra elencati per individuare come è possibile raggiungere lo stato di flow. Essendo egli un esperto si sarà sicuramente posto un obiettivo raggiungibile e monitorabile in ogni momento. Egli sarà così immerso nella produzione dell’opera che non avrà la percezione del tempo che scorre ma soprattutto non ci sarà la paura di fallire perchè l’attenzione è focalizzata sull’esecuzione dell’opera e non su una finalità che va oltre l’esecuzione stessa, l’artista è spinto esclusivamente da una motivazione intrinseca, il suo scopo ultimo è unicamente quello di eseguire l’opera. Questo lo porterà ad uno stato psicologico positivo di completo benessere

Una volta che l’individuo vive la flow experience agisce nel pieno delle sue capacità. È importante, dunque, nella vita quotidiana, imparare a sfruttare al meglio queste esperienze ottimali in modo da poter potenziare e attivare le soft skills. Ma soprattutto è possibile, in questo stato, raggiungere un alto grado di benessere legato alle emozioni positive, come gioia, serenità, altruismoappagamento e gratitudine e collegato inoltre, ad un senso di autostima autoefficacia. 

Oltre che da un posto di vista personale, l’esperienza di flow è da considerare anche in relazione al settore professionale. Esistono svariati ambiti di applicazione di questa teoria, ad esempio, essa spiega come alcune aziende, associazioni sportive o scuole possono organizzare alcune attività promuovendo queste esperienze di alta gratificazione e motivazione intrinseca e migliorare il rendimento oltre che individuale anche a livello gruppale. 

Gaia D'Agostino
Gaia D’Agostino

Dott.ssa magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva.

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