Ti preoccupa l’idea di perderti qualche storia sui social dei tuoi amici? Ti è mai capitato di scoprire che i tuoi amici stavano facendo qualcosa di più interessante rispetto a ciò che stavi facendo tu? Negli ultimi anni si sta sviluppando sempre di più la paura di perdersi qualcosa, di essere tagliati fuori da qualche attività ed esperienza gratificante che stanno facendo altre persone. Questo provoca un continuo desiderio di essere sempre connessi controllando in modo compulsivo lo smartphone ed in particolar modo i social network.  

Il fenomeno di cui stiamo parlando è il fear of missing out (FoMO), che affligge circa il 70% degli adulti, anche se non ne sono a conoscenza. Questo concetto si è sviluppato solo nell’ultimo millennio durante il quale è aumentato l’utilizzo dei social media ma è un fenomeno da sempre esistente. Le persone hanno sempre paura di fare delle scelte sbagliate, di non cogliere opportunità o semplicemente di perdersi qualcosa di bello.

La diffusione dei social media ha aumentato la diffusione di questo fenomeno e la sua intensità.  

La nascita dei social media infatti ha permesso alle persone di essere sempre connesse tra loro, ma oltre al lato positivo, questo ha causato la maturazione di una nuova forma di ansia sociale, quella di venire esclusi da un evento piacevole. Grazie a questi network possiamo entrare nella vita delle persone, dall’amico più stretto a persone famose a cui paragonarsi. Si sviluppa così negli individui il continuo confronto della propria vita con quella degli altri che, ovviamente, si percepirà come più divertente e appagante della propria.  

Un ricercatore della Oxford University, Andrew Przybylky, è stato il primo a studiare questo fenomeno sottolineando alcuni fattori comuni alla base del FoMO come: 

  • Presenza di ansia ed irrequietezza in assenza del controllo delle notifiche (come ti senti quando non controlli il tuo smartphone durante un pasto, in palestra, mentre studi o lavori?) 
  • Aumento della scarsa capacità attentiva nelle persone (riesci a focalizzarti totalmente su un’attività senza sentire il bisogno di controllare la presenza di qualche notifica?) 
  • Diffusione in aumento della problematica tra i giovani  
  • Sviluppo di questa problematica tra coloro che utilizzano i social media nel contesto scolastico 
  • Possibile comorbidità ad un basso livello di autostima 

Si tratta di uno stato di ansia sociale, dato dal bisogno di essere sempre informati su tutto ciò che stanno facendo gli altri e dalla preoccupazione eccessiva e ossessiva che gli altri facciano esperienze gratificanti nelle quali non si è presenti o coinvolti direttamente (Przybylski et al., 2013). 

Secondo Przybylski la teoria dell’autodeterminazione di Deci e Ryan (1985) fornisce una prospettiva utile per inquadrare la FoMO. Secondo questa teoria la salute psicologica della persona si basa sulla soddisfazione di tre bisogni psicologici di base 

  1. Competenzala capacità di agire efficacemente sul mondo 
  2. Autonomia, l’iniziativa personale 
  3. Relazione, la vicinanza o connessione con altri.  

Alcuni studi condotti nell’ambito dell’istruzione (Deci e Ryan, 2000) e dello sport (Hagger e Chatzisarantis, 2007) indicano che la soddisfazione dei bisogni di base è fortemente associata a comportamenti proattivi. 

Il fenomeno FoMO, alla luce di questa teoria, può essere inteso come un’insicurezza derivante da deficit riguardo la soddisfazione dei bisogni psicologici.  

Inoltre, il fenomeno FoMO ha un potenziale legame con la salute e il benessere psicologico. 

Sherry Turkle (2011), dell’Initiative on Technology and Aelf del MIT, avanza l’idea secondo cui la comunicazione digitale e tecnologica ha influenze sia positive che negative sugli individui. Secondo l’autore i mezzi di comunicazione digitali possono minare l’auto-riflessione e diminuire il benessere. Il sé che forniscono i social network può distrarre gli individui dalle esperienze reali e importanti nel qui e ora.  

I social media offrono uno sbocco alle frustrazioni sociali ed emotive. La sensazione di agitazione, rimorso e invidia che si prova in queste occasioni, sottolinea Turkle, “crea un turbinio emozionale e un risentimento verso noi stessi o gli altri, insoddisfazione, ansia e sentimento incapacità” quando ci rendiamo conto di non essere dove vorremmo.  

FoMO non è una patologia riconosciuta a livello clinico. Tuttavia, se ci si trova in una condizione di ansia e depressione, la sua presenza può portare al peggioramento di queste patologie e per questo un sostegno professionale non sarebbe da sottovalutare. 

Nonostante non per tutti sia necessario consultare subito uno psicologo, è utile ridurre o superare la Fear of missing out, ma come?  

Proviamo a vedere qualche semplice metodo che potrebbe aiutarti in questo: 

  1. Tempo offline: limita il tuo uso complessivo di social media e dello smartphone. Impostare una sveglia come promemoria potrebbe essere un buon modo per iniziare. 
    Se fai molta fatica a spegnere il tuo smartphone, prova a rimandarne l’utilizzo: durante il pasto, tutto il pasto, non guardare il tuo smartphone. Prova a resistere e vedrai che col tempo ti verrà naturale resistere alla voglia di guardare la notifica, anche per più tempo del pasto.  
  2. Ogni spazio ha il suo tempo: Quando si sta in compagnia di altre persone collegarsi ad un social media sposta l’attenzione su altro, rischiando di non godersi al meglio quel momento. Impara a differenziare i momenti: quando sei in compagnia di persone, non stare in compagnia del tuo smartphone! 
  3. Accettazione e ispirazione: è importante prendere consapevolezza e accettare di non poter avere tutto ciò che si desidera nella vita e tutto ciò che hanno o fanno gli altri.
    Impara ad accettare e capire cos’è davvero fondamentale per te e non per loro. Guarda il tuo, non quello che hanno o fanno gli altri. Ispirati piuttosto, non invidiare! Prendi spunto per qualcosa che potresti fare anche tu, lasciati incuriosire non deprimere.  
  4. Non generalizzare: alla base dell’invidia sociale, c’è la tendenza alla generalizzazione: “a lui va SEMPRE tutto bene, ha una vita frenetica e interessante”, “a me non succede MAI nulla, se non la solita routine”. 
    Quando senti che stai per cadere in questa trappola di paragone, ricorda che stai generalizzando. Focalizzati su cosa hai e fai tu nella vita e ricorda che non puoi realmente sapere la vita dell’altro. Generalizzare con termini come “mai” “sempre” “tutti” amplificano il tuo malessere. 
  5. Cosa ti far star meglio? Se ti rendi conto di non star bene prova a riflettere, davvero, su cosa potrebbe esserti utile e agisci in quella direzione, non focalizzarti più sulla fortuna degli altri ma cerca la tua.  

Se leggere questo articolo ti ha incuriosito e soprattutto fatto riflettere prova a soffermarti, durante l’arco della giornata su questi cinque semplici consigli. Mettiti alla prova, riduci il tuo FoMO! 

Gaia D'Agostino
Gaia D’Agostino

Dott.ssa magistrale in Psicologia per il Benessere, Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva

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