Stai scorrendo la home di Facebook e noti che il tuo amico Mario Rossi ha appena reagito con un Mi Piace a un post dei succhi Zuegg: ti fermi, lo leggi, sorridi e ritorni a scrollare la home.

Ora invece vedi che la tua compagna del liceo Chiara Bianchi ha reagito con Mi Piace a un post della birra Ceres: ancora, ti fermi, lo leggi, sorridi, apri i commenti, leggi anche quelli e ritorni a scrollare la home.

Infine vedi che più di un tuo compagno di università o collega di lavoro hanno reagito in massa ai post e alla Pagina di Taffo (AGENZIA DI ONORANZE FUNEBRI): prima ancora di leggere i post ti chiedi perché mai dei tuoi conoscenti si siano interessati a un servizio di Onoranze Funebri, e solo dopo ti fermi, leggi i post, sorridi anche se non vorresti, apri i commenti, leggi sorpreso anche quelli e ritorni a scrollare.

Quelli appena riportati sono i tre colossi principali che al momento stanno conducendo il gioco delle Social-Media Marketing Strategies, insomma di chi fa delle pubblicità che funzionano. Ma perché proprio loro? E cosa centrano le shockadv?

Le shockadv innanzitutto sono tutte quelle pubblicità e trovate marketing che si avvalgono e fanno leva su stimoli esterni particolari che suscitano in chi guarda, ascolta e assiste, vissuti emotivi altrettanto forti. Questi ultimi saranno così intensi che verranno ricordati anche a distanza di tempo, il che risulta essere l’obiettivo principale di chi progetta una campagna pubblicitaria. Ben fatto!

Tra i precedenti esempi riportati, i social media managers dei tre brand si avvalgono di uno stile umoristico al limite del sarcastico, facendo leva su costrutti comunemente conosciuti e condivisi ma parallelamente considerati tabù. Solo attraverso la loro contestualizzazione alle diverse notizie di cronaca quotidiana o agli scivoloni mediatici che ogni giorno accadono nel nostro Paese o nel mondo riescono a operare su un duplice fronte: quello dell’attrattività rispetto il prodotto e alla permanenza in memoria dello stesso.

Ancora più esemplificativo il franchising Taffo, il quale è riuscito a normalizzare e a ironizzare un tema molto delicato e scabroso come quello della morte. Difatti è risaputo come la risata e l’umorismo siano alcuni degli strumenti utilizzati per l’esorcizzazione del dolore e l’accettazione di avvenimenti particolarmente traumatici e delicati per la persona stessa.

Diversi i canali a cui si può fare affidamento per la creazione di una shockadv. Pioniere della pratica il celebre fotografo Oliviero Toscani, il quale scattò per Benetton negli anni Novanta. Attraverso i suoi scatti sbaragliò completamente i canoni estetici e convenzionali di quel periodo, quasi a separare la pubblicità dal prodotto stesso.

La gestione di tematiche anticonvenzionali e/o generalmente considerate come appartenenti alla sfera privata sono gli ingredienti principali per la costruzione di un’efficace shockadv.

Questo stile di creazione di contenuti pubblicitari non rimane esente da rischi:

  1. il dilemma etico e morale nell’associare a un determinato brand contenuti espliciti e forti è una presa di decisione che va estremamente ponderata sia per quanto riguarda il pubblico target che fruisce di quel prodotto sia per l’immagine riflessa che potrebbe acquistare il brand stesso: non tutti possediamo il medesimo senso dell’umorismo e non tutti siamo sensibili ai medesimi stimoli in egual modo;
  2. non esiste un grado di controllo così specializzato, sulla diffusione e la condivisione dei contenuti creati, da controllare o creare delle adv dedicate e specifiche per determinate fette di clienti: il prodotto può essere personalizzato sul macro target ma si deve sempre prendere in considerazione che anche il giovane minorenne o la giovane ragazza con disturbi alimentari può entrare in contatto con quanto creato;
  3. è possibile che la pubblicità pensata ottenga l’effetto contrario a quello desiderato, o che anestetizzi il vissuto emotivo inizialmente suscitato e che nel lungo termine diventi inefficace: il gioco vale la candela?

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