Parliamo un po’ di solidarietà

Seguendo quanto scritto dall’Enciclopedia Treccani possiamo definire il concetto di solidarietà nel seguente modo:

“L’essere solidario o solidale con altri, il condividerne le idee, i propositi e le responsabilità.  In senso più ampio, su un piano etico e sociale, rapporto di fratellanza e di reciproco sostegno che collega i singoli componenti di una collettività nel sentimento appunto di questa loro appartenenza a una società medesima e nella coscienza dei comuni interessi e delle comuni finalità.”

Da questa definizione possiamo iniziare la nostra riflessione sul valore psicologico e sull’impatto sul Benessere sociale della solidarietà.

In primo luogo, dobbiamo distinguere il concetto di solidarietà da un altro che potremmo definire “suo cugino”: la carità.

Se la carità prevede l’opera di un benefattore diretta unidirezionalmente verso un bisognoso, mossa secondo un’accezione etica/teologica dall’amore nei confronti di Dio e del prossimo in quanto facente parte dell’umanità tutta, nel caso della solidarietà è possibile individuare dei fattori che risalgono a un maggiore bilanciamento tra dare e avere.

Seguendo la definizione riportata in precedenza troviamo infatti due concetti fondamentali: l’appartenenza e la condivisione.

Perché possano nascere pensieri e azioni di solidarietà è infatti necessario riconoscere nell’altra persona un qualche grado di appartenenza e similitudine con sé stessi. È quindi necessario che la persona verso la quale viene diretta la nostra solidarietà sia percepita e riconosciuta come connessa a noi.

Il modo in cui riconosciamo un legame di appartenenza con un’altra persona dipende dalle nostre caratteristiche personali, le nostre credenze, i valori ed esperienze, e da caratteristiche proprie del contesto vissuta come, ad esempio, la salienza della connessione tra persone.

Potremo allora percepire senso di appartenenza verso qualcuno che condivide la nostra lingua o i nostri ideali, che proviene dalla nostra città o nazione oppure percepire un legame con qualcun altro semplicemente per che si condivide il fatto di essere Umani. È addirittura possibile percepire solidarietà nei confronti di qualsiasi essere vivente, animale o vegetale, per il fatto di condividere la vita sullo stesso pianeta.

Il secondo concetto è quella di condivisione di comuni interessi e finalità, oltre a quella di idee, propositi e finalità.

Il fatto di riconoscere l’altro come interconnesso a noi conduce inevitabilmente a percepirne l’influenza, più o meno diretta, sulla nostra vita e sui nostri scopi. In quest’ottica, aiutare qualcuno a noi connesso condurrà a un qualche beneficio per noi, proprio perché facciamo parte dello stesso sistema.

In quest’ottica, aiutare un commerciante in difficoltà contribuisce al benessere economico della società e, di conseguenza al nostro. La solidarietà nei confronti delle persone bisognose incide positivamente sul welfare, sulla sicurezza e sul Benessere dell’intera collettività.

Ma questi vantaggi di ritorno percepiti possono anche essere meno concreti e maggiormente legati a una dimensione etico-morale. La solidarietà rivolta a persone che vivono in paesi lontani e che non si incontreranno mai è spinta dal desiderio di colmare il sentimento di ingiustizia sociale percepito verso qualcuno che fa parte della nostra stessa umanità.

Le migliori parole per descrive questo meccanismo ci vengono fornite dal pensiero del fondatore di Emergency Gino Strada, secondo il quale “i diritti devono essere di tutti, se no si chiamano privilegi”. Tramite questa frase possiamo capire come la solidarietà possa essere diretta ovunque e verso chiunque, in funzione di una ricerca di un mondo più equo e percepito come migliore.

Possiamo ora dirigerci verso la conclusione esplicitando quanto emerso durante tutta la nostra riflessione.

La solidarietà rappresenta una dinamica umana molto elaborata e, in qualche modo, calcolata e razionale finalizzata e fortemente interconnessa con il Benessere di tutta la società, la quale ha la possibilità di progredire e migliorarsi anche tramite la somma dei comportamenti di solidarietà che vengono posti in atto a tutti i livelli, dalle politiche istituzionali ai piccoli gesti quotidiani delle singole persone.

Marco Fusar Poli
Marco Fusar Poli

Dr. in Psicologia per il Benessere

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