Cosa succede nel cervello quando pratichiamo sport?

Si sente sempre dire che l’attività fisica faccia bene a corpo e mente, come conferma un antico detto “mens sana in corpore sano”. Ma tutti sanno cosa succede nel nostro cervello quando facciamo sport?

Il nostro cervello, si sa, continua a produrre neuroni fino a circa 25 anni ma dopo questa soglia non c’è un declino perché il cervello è dotato di una proprietà chiamata plasticità cerebrale per cui, in qualsiasi momento esso venga stimolato, crea nuove sinapsi e, tramite neurogenesi, nuovi neuroni. La neurogenesi è uno dei particolari meccanismi di plasticità cerebrale che si attiva durante lo sport; in particolare, riuscendo a creare nuovi neuroni e a rigenerare quelli vecchi, contribuisce alla salute cerebrale e al corretto funzionamento cognitivo.

Ma capiamo meglio in che modo l’attività fisica influenza il nostro cervello.

In primo luogo, lo sport consente di aumentare l’apporto di ossigeno al cervello e promuove la produzione di BDNF (fattore neurotrofico cerebrale), ovvero di una proteina che stimola la generazione di neuroni, e di VEGF (fattore di crescita dell’endotelio vascolare), proteina che contribuisce alla formazione di vasi sanguigni.

Nello specifico, il BDNF sembra aumentare dalle 2 alle 3 volte nel cervello quando si pratica sport e i suoi livelli tornano alla normalità dopo circa un’ora. L’aumento di questa proteina è associato all’aumento del 2% circa del volume dell’ippocampo, che è una delle aree che decresce maggiormente durante l’invecchiamento.

Un’altra implicazione è che l’attività fisica sembra stimolare la memoria e il senso di orientamento in quanto stimola la neurogenesi anche nell’ippocampo, area del cervello responsabile di queste due funzioni.

Stimolando, poi, la produzione di dopamina ed endorfine, lo sport agisce come “antidepressivo” e antistress riuscendo anche a migliorare la qualità del sonno.

Lo sport interviene nel cervello regolando la secrezione di neurotrasmettitori che sono responsabili delle sinapsi che avvengono tra neuroni. Tra queste sostanze, vi sono le catecolamine (noradrenalina, dopamina e adrenalina), neurormoni che preparano il corpo a rispondere a situazioni di stress o attività fisica.

Mentre pratichiamo attività fisica, si verifica anche una riduzione di cortisolo, sostanza che il nostro corpo produce in situazioni di forte stress e che ha un effetto nocivo sui neuroni. Questa riduzione, infatti, favorisce una riduzione dei livelli di stress.

Tutti questi processi che la pratica sportiva induce nel nostro cervello hanno effetti positivi sulla salute globale di tutti noi. È per questo motivo che tutti, medici compresi, raccomandano di fare attività fisica regolarmente anche durante l’adultità e la vecchiaia (ove consentito).

Non è necessario svolgere sempre attività ad alto sforzo e alta intensità, ma basta contrastare la sedentarietà facendo del movimento tutti i giorni.

Anche l’OMS si è espressa sul tema, promuovendo nel 2020 delle linee guida su attività fisica e sedentarietà in cui ha sottolineato l’importanza dell’attività fisica in quanto essenziale per il mantenimento della salute. In particolare, si è espressa sui livelli raccomandati di attività fisica per ogni fascia di età.

Per quanto riguarda bambini e adolescenti (5-17 anni), questi dovrebbero svolgere giornalmente circa 60 minuti di attività aerobica ad intensità graduale (moderata e vigorosa) al fine di rafforzare muscoli e ossa.

Per gli adulti (18-64 anni) e anziani (over 65), si raccomanda di fare attività fisica di moderata intensità tra 150 e 300 minuti alla settimana oppure tra 70 e 150 minuti settimanali di attività vigorosa o combinazioni di vigorosa e moderata.

A tutti gli anziani, soprattutto quelli con mobilità ridotta ma non solo, è raccomandato lo svolgimento di almeno 3 volte a settimana di attività aerobica, rafforzamento muscolare e allenamento dell’equilibrio per prevenire il rischio di cadute.

La cosa più importante rimane per tutti adottare uno stile di vita attivo e adeguato alle proprie capacità e condizioni.

Sara Longhi
Sara Longhi

Dott.ssa Magistrale in Psicologia per il Benessere: Empowerment, Riabilitazione e Tecnologia Positiva

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