Empowerment ed empowerment femminile

Empowerment è un termine nato nel contesto della ricerca in psicologia, che negli ultimi tempi è entrato a far parte del linguaggio quotidiano. Lo sentiamo spesso nominare, può apparire facile intuire il suo significato, più complesso è fornirne una definizione puntuale.

Partendo dal significato più letterale, quando si parla di empowerment si fa riferimento a un processo attraverso cui è possibile riprendere (o ridare) potere o potenza; si parla quindi di un aumento delle possibilità di qualcuno e della sua sensazione di protagonismo.

Nel processo di empowerment vi è una crescita che riguarda l’autostima e l’autoefficacia; possiamo definirlo come una forma di fiducia in se stessi che aumenta, una percezione che “ce la posso fare”.

Il processo di empowerment è essenzialmente un insieme di azioni mirate ad aumentare il potere di scelta, i poteri e le responsabilità degli individui, migliorandone le competenze e le conoscenze. (Treccani, 2012).

Per delineare meglio il concetto, evidenzio che esso presenta punti in comune con l’approccio della psicologia positiva: questa branca della psicologia punta l’attenzione sulle risorse interne piuttosto che sulle carenze o le difficoltà dell’individuo, facendo partire il suo intervento da una situazione non necessariamente classificabile come esplicito malessere. In maniera simile, il processo di empowerment prende in esame i punti di forza per farli emergere, lasciando da parte le “lacune”. In breve, l’intenzione alla base della psicologia positiva e dell’avviare un processo di empowerment, è l’aumento del benessere e fornire supporto alle persone nel vivere une vita ancora più soddisfacente e felice, in ottica preventiva e concentrandosi sulle risorse già presenti.

Il termine Empowerment fu originariamente utilizzato già negli anni 50, in riferito ai movimenti per i diritti delle minoranze e per l’emancipazione femminile. Riallacciandosi a questa declinazione del termine, negli ultimi anni si è iniziato fortemente a parlare di empowerment femminile, tema su cui ora desidero focalizzarmi.

Nella definizione proposta dall’European Institute for Gender Equality, l’empowerment femminile è il processo di conquista di autonomia, potere decisionale e autoefficacia nelle donne, attraverso azioni di divulgazione, di informazione e di educazione (Redazione Delogando, 2021).

I campanelli d’allarme che hanno reso questo tema nuovamente centrale sono evidenti e variegati: si va dalla disparità negli stipendi di uomini e donne, alla mercificazione dell’immagine corporea femminile, al grado di occupazione lavorativa delle donne, all’alto numero di femminicidi che avvengono ogni anno. La responsabilità della situazione attuale è prettamente culturale, proviamo quindi ad avviare una ri-educazione sociale anche attraverso l’empowerment femminile, in modo che le protagoniste delle disparità siano le prime a prendere consapevolezza di sé e del contesto in cui si muovono, e anche tutti gli altri attori del contesto riflettano e riconsiderino ciò che si dà per scontato.

l’Istituto Europeo per la Parità di genere evidenzia in particolare 5 fattori come rappresentativi del women empowerment:

  • Il diritto di scelta
  • Il senso di autostima
  • Avere risorse e opportunità pari tra uomini e donne
  • Conservare sempre autonomia decisionale per la propria vita
  • Far sì che le donne conoscano e sfruttino le loro capacità e possibilità per creare insieme un contesto sociale più paritario e inclusivo

Ognuno di noi si abitua ai contesti che abita e spesso tendiamo a prendere per buono quello che c’è, a pensare che il sistema di cui facciamo parte sia sensato ed equilibrato. Proprio per questo è importante far sì che le donne e gli uomini possano vedere criticamente i punti del sistema sociale che creano disparità e far emergere le proprie risorse per cambiarli.

Ritengo che l’empowerment sia legato a doppio filo con tre concetti, che rimangono validi e importanti per l’empowerment femminile: il cambiamento, la possibilità e il desiderio.

L’empowerment innanzitutto tende sempre verso un cambiamento migliorativo.

Il primo passo per avviarne un cambiamento personale o sociale è entrare in uno stato di multi-possibilità, ovvero capire cosa potremmo fare diversamente, quali altre chances o possibilità vediamo per noi, cosa ci sta stretto, cosa vorremmo.

Entrare in questo stato di osservazione di possibilità è un passaggio fondamentale: mette in luce che siamo proattivi nelle nostre scelte di vita, che possiamo fare ed essere altro. Inoltre, per quanto sia orientato al proprio benessere o a un proprio desiderio, cambiare è sempre impegnativo, a volte spaventoso; questo stato di multi-possibilità può essere percepito come uno stadio intermedio tra la stasi e il cambiamento, in cui iniziamo a esplorare mentalmente nuove chances. Infatti, per quanto non si stia cambiando nei fatti, nulla di drastico o irreparabile stia avvenendo, entrare in uno stato di multi-possibilità ha un grande effetto e rappresenta già un mutamento, a livello psicologico: ci fornisce nuove e diverse visioni di noi e delle situazioni, ci spinge a inventare e/o desiderare alternative, ci rende protagonisti consapevoli delle nostre scelte.

In poche parole, per far emergere il proprio potenziale, diventare empowered, è necessario scoprire le proprie risorse, scoprire che le cose possono essere diverse e che anche noi possiamo influenzarle.

È necessario anche scoprire i propri desideri; chi voglio essere, cosa voglio per me, cosa voglio per la società. La scelta del termine desiderio è significativa: a differenza dei bisogni, legati a uno stato di mancanza e sofferenza, i desideri sono una spinta positiva, legati alle risorse, al credere in sé e nel tentativo di realizzarli, vanno quindi nutriti nel processo di empowerment per migliorare il benessere dei protagonisti e attuare un cambiamento (Bruscaglioni, 2007).

L’empowerment femminile chiama in gioco ognuno, per avviare un processo di empowerment individuale, da cui possa originarsi un empowerment comunitario e un grande cambiamento, sociale e culturale.

Un grande vantaggio di esso, oltre all’acquisizione di una nuova autonomia e autodeterminazione per le donne (con tutti i vantaggi che ne conseguono come parità di genere, rispetto, diminuzione della violenza di genere, etc.), è quello di creare un ambiente sociale più accogliente per tutti, dando la possibilità di esplorare i propri desideri e risorse al di là dell’abitudine culturale.

Come spesso avviene, l’impegno per un determinato gruppo si può tradurre in un vantaggio e un miglioramento sociale esteso: per questo, evitiamo di associare l’empowerment femminile a uno scontro o una contrapposizione tra generi, bensì piuttosto associamolo a una collaborazione e un impegno verso un miglioramento per tutti.

Anna Sofia Fattor
Anna Sofia Fattor

Bibliografia e sitografia

  • Massimo Bruscaglioni, 2007, Persona Empowerment, Milano, Franco Angeli editore
  • Enciclopedia Treccani

(https://www.treccani.it/enciclopedia/empowerment_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/#:~:text=empowerment%20Insieme%20di%20azioni%20e,le%20competenze%20e%20le%20conoscenze.)

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