Spiegare la guerra ai bambini

Per aiutarli a gestire la paura e a nutrire la compassione.

Molti di noi stanno guardando con apprensione, proprio in questi giorni, foto e filmati del conflitto tra Russia e Ucraina, o avranno letto con sconcerto la notizia delle mamme ucraine che discutono su Facebook sull’eventualità di apporre un adesivo sui vestiti dei loro bambini con riportato sopra il loro gruppo sanguigno. Al giorno d’oggi è molto difficile evitare che i bambini, anche i più piccoli, vedano le immagini di violenza e di morte che arrivano dai luoghi di guerra.

Quando un bambino si trova di fronte a immagini e notizie che parlano di altri bambini che soffrono, che devono scapare dalle loro case, che patiscono il freddo e la fame e che talvolta muoiono a causa della guerra, le reazioni emotive più frequenti sono l’angoscia e la perdita di sicurezza, soprattutto perché mettono in dubbio la confortante certezza che gli adulti sapranno sempre proteggerli e che ci sono luoghi dove saranno sempre al sicuro, come la propria casa.

Ecco un serie di consigli su come spiegare ai bambini cos’è la guerra e come aiutarli ad elaborare il loro vissuto interiore.

EVITARE LA CENSURA

Gli esperti sconsigliano di censurare notizie e immagini sulla guerra; consigliano invece di  accompagnare i bambini nella fruizione di queste notizie: il primo punto è capire cosa sanno i bambini dell’argomento, che idea si sono fatti, e procedere spiegando la situazione, impostando la comunicazione in base all’età dei bambini, pur senza minimizzare. Un buon metodo è creare dei momenti in cui si analizzano insieme le notizie e, soprattutto, si lascia spazio alle loro domande. L’obiettivo, in ogni caso, non è che i bambini non sappiano cosa accade, ma che le informazioni e soprattutto le immagini che ricevono non siano troppe e non siano troppo angoscianti.

ACCOGLIERE IL DOLORE, ELABORARE LA PAURA

I bambini spesso reagiscono con angoscia o tristezza alle immagini di guerra, è quindi importante far capire loro che il dolore e la compassione per la sofferenza altrui, non sono emozioni negative: sono anzi il modo più nobile e umano di rispondere al male e all’ingiustizia.

Se il bambino appare spaventato, o dice di avere paura, è utile dirgli che è comprensibile sentirsi in quel modo, che è normale avere paura al pensiero che bambini come lui si trovino in pericolo.
Per aiutare i bambini a tollerare ed elaborare la paura e l’angoscia legate a situazioni più grandi di lui (la guerra, le epidemie, la violenza) dobbiamo fare in modo che non si sentano totalmente passivi e impotenti: è utile invece far sapere ai bambini che non ci sono solo cattivi, ma anche persone buone che si impegnano ad aiutare chi soffre e a contrastare attivamente chi sta causando dolore agli altri. Il modo in cui gli adulti ne parlano fra loro è già uno strumento educativo, per questo dobbiamo fare attenzione a ciò che diciamo, e assumere noi stessi un atteggiamento attivo. L’indifferenza e il fatalismo non sono né educativi né rassicuranti per i bambini, anzi li fanno sentire esposti alla casualità e all’imprevedibilità degli eventi.

COLTIVARE L’EMPATIA

Non possiamo evitare che i nostri figli entrino in contatto con gli aspetti più brutti e violenti della realtà; possiamo però aiutarli a trasformare il dolore e l’angoscia in empatia, compassione, impegno e desiderio di giustizia, trasmettendo loro l’importanza di questi valori. Diciamo loro che sono una speranza, usando fiabe o racconti con i più piccoli e tenendo aperti i discorsi su questi temi con i più grandi: «Il fatto che queste notizie ti addolorino è importante. Se voi che siete bambini oggi manterrete la capacità di provare dolore per chi soffre, da grandi sarete migliori di noi, e forse cose di questo genere avverranno di meno».

Per parlare di un tema così delicato può essere di grande aiuto utilizzare una storia o un libro illustrato, soprattutto con i più piccoli. Le letture tematiche possono aiutarci ad affrontare questioni delicate, promuovendo una riflessione sul contributo che ognuno di noi può offrire per promuovere la pace.

Federico Critelli
Federico Critelli

Descrizione:
Laureato in Scienze e tecniche psicologiche e laureando in Psicologia clinica e Neuropsicologia.

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