Conflittualità genitoriale e sviluppo dei bambini

Quando una coppia affronta una crisi, la situazione può diventare insostenibile, portando talvolta alla decisione di separarsi. La disgregazione familiare è un evento stressante sia per i genitori che per il bambino in quanto comporta uno sconvolgimento dell’ambiente di vita e dei ruoli all’interno della famiglia. Per i bambini, soprattutto se molto piccoli, l’allontanamento di un genitore può essere vissuto come irreversibile e dare origine a sentimenti ansiosi di perdita e di abbandono. Spesso reagiscono lamentandosi per dolori “inesistenti”, manifestando difficoltà a trattenere la pipì o producendo un vero e proprio disturbo psicosomatico, nel tentativo di richiamare l’attenzione su di sé.

Gli studi classici sul tema suggeriscono che il modo in cui il bambino affronta e si adatta alla disgregazione familiare dipende fortemente dalla sua età:

  • – i bambini tra i due e i tre anni tendono a manifestare comportamenti di tipo regressivo, con pianto e irritabilità, 
  • – i bambini con un’età compresa tra i tre e i quattro anni tendono ad apparire prevalentemente confusi, tendono a temere di perdere anche l’altro genitore e ad interpretare la separazione come un atto ostile nei propri confronti, sentendosi al tempo stesso invasi dal senso di colpa.

Secondo alcuni autori, una buona relazione tra i genitori e il figlio ed un’adeguata strutturazione del carattere del bambino fungono da fattori di protezione verso la salute psicologica del bambino che deve affrontare la disgregazione familiare.

Anche le caratteristiche del temperamento del bambino possono avere un ruolo importante in queste situazioni stressanti, sia per quanto riguarda le sue reazioni agli eventi, sia nel modellare il comportamento dei genitori; il carattere del bambino contribuisce a determinare il suo adattamento alla situazione.

Bisogna inoltre considerare che quanto più il conflitto tra i genitori è acuto, tanto meno essi si concentreranno ad aiutare il bambino ad affrontare il dolore della separazione. Solo in rari casi il bambino è mantenuto al di fuori della discordia tra i genitori, molto spesso vi partecipa, attivamente o passivamente. Un genitore che sta vivendo la disgregazione del suo matrimonio può essere assorbito dalle problematiche connesse al cambiamento verificatosi nella sua vita piuttosto che porsi come un sostegno affettivo nei confronti del figlio. 

Esiste un’estrema variabilità clinica nei disturbi che i bambini possono sviluppare come conseguenza alla disgregazione familiare. Si possono osservare lievi disturbi comportamentali oppure eccessi di angoscia, episodi anoressici o di insonnia e stati depressivi. Sono spesso presenti disturbi che riguardano l’espressione delle emozioni e lo sviluppo sociale.

In conclusione, la gamma di intensità e di durata delle reazioni infantili di disagio è molto ampia e dipende da un complesso insieme di elementi: in alcuni casi per i bambini la separazione rappresenta “il male minore”, specie se è stata preceduta da un’accesa e lunga fase di conflittualità. In queste situazioni, la separazione fisica dei genitori può contribuire a creare dei miglioramenti.

Indubbiamente, un ruolo centrale è da attribuire alla capacità dei genitori di continuare a funzionare come “genitori” indipendentemente dalla capacità o dall’incapacità temporanea o definitiva di funzionare come coppia, compito non sempre facile specie in situazioni di conflitto. 

Federico Critelli
Federico Critelli

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