“Grida ribelli e abbracci proibiti”: la personale di Mariella Ridda a Procida

Mariella Ridda, artista trapiantata a Berlino, ritorna in Italia dopo l’esposizione di successo Vergebung al Rosenhang Museum di Weilburg. Per presentare la sua personale “Grida ribelli e abbracci proibiti” sceglie Procida, capitale della cultura 2022 nonché piccola querencia (termine utilizzato da Hemingway per significare luoghi emotivamente carichi di affetto), che già in passato l’aveva ospitata nella chiesa di Santa Margherita Nuova. Ed è qui, a due passi dal belvedere che spazia sulle parole di Elsa Morante che si posano immaginarie tra le insenature e i cantici melanconici degli anziani, che Ridda espone Grida e Abbracci. Tinte calde e fredde dialogano tra loro, giochi e tristezze in perenne e ininterrotta recherche.

Di radici procidane, stabile a Berlino dal 1999, Mariella Ridda ha studiato a Roma e a Napoli all‘Accademia di Belle Arti, eseguendo parallelamente progetti nel settore grafico pubblicitario ed esponendo in musei e gallerie in Italia, Francia, Germania, Austria e Giappone. Tra gli elementi stilistici ricorrenti figurano gli Abbracci, fulgidi e vivi, pieni di colore nei contorni e nelle essenze, così come nei tasselli secondari.

Un giorno del 2020, però, in piena pandemia, Ridda racconta che “i colori forti, vividi e accesi hanno integrato anche alcuni spazi neri. Era un periodo difficile, le possibilità di presenza ed evasione da quella chiusura forzata erano ridotte e ognuno cercava di originare vie esterne per rifuggire il momento solitario. Allora io ho ascoltato quello che sentivo dentro: necessitavo di dipingere, e senza programmare nulla ho fatto nascere spontaneamente uomini, donne e bambini dai volti e i corpi un po’ diversi dal solito. Si abbracciavano, alcuni gridavano- è in questa fase che è nato il tema delle Urla, poi ripreso quest’anno durante la guerra-, i corpi e le menti erano vicinissimi perché volevano esternare tutto ciò che stavano vivendo. Ho capito allora che questo è l’obiettivo principale: con le mie opere voglio dichiarare l’urgenza di esprimere a se stessi e al mondo tutto ciò che sentiamo, togliendo venerazione a quella passività con cui tutto ormai sembra dover essere recepito, senza reazioni nè emozioni. Vivere significa l’esatto opposto”.

Mariella Ridda, “Antivirus”

Dalla pandemia alla guerra, le tinte fredde sono quindi solo reazioni legittime che meritano un’espressione, verbale e visiva. È per questo che le opere di Ridda colpiscono più del solito, perché accostano la familiare, calda esternazione dell’amore, del contatto fisico ed emotivo, ad una sensazione blu di malinconia, che ricorda un’unione impossibilitata ad essere, quasi una castrazione simbolica di legame bianco invisibile, strozzatura parziale all’intreccio finale. Sintesi di energia e improvvise lacerazioni di nero nel brillare dei corpi estatici si presentano ad esempio in Antivirus, con lo sfondo azzurro rigato di bianco, lacrimato prodotto di qualche interferenza.

Le opere di Ridda ricordano una poesia di Pedro Salinas, innamorato perdutamente della sua Katherine Whitmore, protagonista de La voce a te dovuta. Per lui la sintesi unitaria tra due entità è sempre un esito dolce e laconico, che va formandosi “confuso, come si forma il giorno nel grande dubbio oscuro”.

“Perdonami l’andar così cercandoti

Tanto impacciato, dentro

Di te.

Perdonami il dolore, qualche volta.

È che io voglio estrarre

Da te il tuo miglior tu.

Quello che non hai visto e che io vedo,

nuotando sul tuo fondo, preziosissimo.

E prenderlo

E tenerlo io in alto come l’albero

Tiene l’ultima luce

Che lo ha lambito al sole.

E allora tu,

verresti a ricercarlo, lassù in alto.

Per arrivare là

Salendo su di te, come ti voglio,

toccando il tuo passato ormai soltanto

con la punta rosata dei tuoi piedi,

tutto il corpo in tensione, già ascendendo

da te a te stessa.

E che al mio amore, allora, risponda

Quella nuova creatura che tu eri”

(Pedro Salinas, “La voce a te dovuta”, Passigli Poesia)

20 agosto – 4 settembre 2022

Santa Margherita Nuova – Terra Murata

Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022

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